L’impressione della resa

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Un uomo corre, cercando di raggiungere il confine del posto in cui si trova.
Per quanto si sforzi, più lento o più veloce, più a destra o più a sinistra, non riesce ad arrivare in nessun luogo.
Non c’è ombra per orientarsi, ne cielo da osservare.
Teme perfino di chiudere gli occhi, per paura di non cogliere qualche segno, qualche indizio.
Egli procede ancora correndo, al limite delle forze.
Quand’ecco che crolla, in ginocchio, e si arrende, chiude gli occhi e si abbandona a terra.
E dal buio del suo sguardo chiuso, un germoglio di luci punteggia il cielo e ne disegna il senso.

 

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A man runs, trying to reach the limit of the place where he is.
Although struggling, slower or faster, turning right or left, he cannot reach any place.
There is no shadow to orient himself, and no sun to observe,
He’s scared of closing his eyes, not to lose any sign or indication.
He keeps on running, almost without energy.
And suddenly he collapses, falls on his knees and surrenders, closes his eyes and lies on the ground.
And from the darkness of his closed eyes, a germination of lights patterns the sky and draws its sense.

 

{ Neil On Impressio}

 

 

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