L’essere umano in me

freak

Un uomo, una moltitudine di uomini

Gli anni che verranno sono già pronti. Si sono allenati in secoli e secoli di storia, sono ben organizzati, divisi in piccoli gruppi di giorni e minuti. Qui ci si vuole mettere in guardia nei confronti del nostro stesso tempo.

da Mostro
Che è un po’ un manifesto, un po’ un gesto disumano a priori
http://www.inventati.org/mostro/

Nero Umano

Cerco la fase cruciale solo per emancipazione.
La lama di rasoio e la voce tremante mi convincono ad andare avanti.
Ma la sottile linea per terra è li, e non la voglio attraversare perché ciò che è, è il niente.
Comunque è, è sempre. Niente vuol dire niente.
In ogni caso essere qualcosa è prevedibile. Essere qualcosa.
Di fronte a un desiderio di sfogo intemperato – umano, non puoi chiamarlo in altro modo – ti poni una domanda ma non capisci il verso.
Capisci che ancora non hai dato un senso.
Di fronte a un universo di disillusione, concedo alla mia anima di essere ragione, amore e rabbia.
Di essere qualcuno. Di essere qualcuno tutti insieme.
Di essere la voce del cuore nero, bruciato dall’indole del mondo.
Non aver paura di quello che sei.
Dì quello che sei.

PHP (Psycholiday Project – Milano HardCore)

In me

La voglia di capire, la voglia di conoscere è sempre di più.
Mi sfugge la ragione che resiste all’inglobazione, alla ricerca di una identità.
Non posso stare fermo sono in fuga da me stesso, senza una bandiera a cui far riferimento.
Ognuno cerca libertà ma non la concede mai agli altri e gli spazi sono sempre più stretti!
Fino a diventare ciechi scrivo tutto ciò che ho dentro, per non diventare pazzo alla ricerca incondizionata
della felicità che porta alla pazzia, milioni di momenti potranno arrivare milioni di momenti potranno tornare,
non accetto la mia condizione limitata nell’azione ma libera comunque di pensare ciò che vuole.
E’ l’unico spazio in cui essere liberi a Milano in questi anni.
Nessuno vuole ascoltare troppo perso a ricercare, cerca un posto dove andare.
La voglia di confronto è sempre di più
tutto quanto è registrato, si soffre tutti insieme,
è un momento di confronto per poter sognare
è ricerca di spiritualità.
Non sono mai soddisfatto raggiunta una meta ne voglio sempre un’altra,
forse questo è lo stimolo più grande,
ricerco amore e bellezza fino alla fine!

PHP (Psycholiday Project – Milano HardCore)

Uomini

Non ci sono uomini poco interessanti.
Sono i loro destini storie di pianeti.
Tutto, nel singolo destino, e’ singolare
e non c’e’ un altro pianeta che gli somigli.
Ma se qualcuno e’ vissuto inosservato
– e di questo si e’ fatto un amico –
tra gli uomini e’ stato interessante
anche col suo passare inosservato.
Ognuno
ha un mondo misterioso
tutto suo
E in esso c’e’ l’attimo più bello
e l’ora più angosciosa,
solo che noi non ne sappiamo niente.
Se muore un uomo,
con lui muore
la sua prima neve, il primo bacio,
la sua prima battaglia.
E tutto egli porta via con se’.
Restano, è vero, libri e ponti
macchine e quadri. E’ destino
che molto rimanga, eppure
qualcosa se ne va lo stesso.
E’ la legge di un giuoco spietato:
non muoiono uomini,
ma interi mondi.
Ricordiamo gli uomini, terrestri e peccatori.
Ma, in sostanza, che ne sapevamo di loro?
Che ne sappiamo di fratelli e amici?
Che ne sappiamo del nostro unico amore?
E anche di nostro padre, sapendo tutto,
noi non sappiamo niente.
Gli uomini passano…
Ed e’ impossibile richiamarli in vita.
Impossibile risuscitare i loro mondi misteriosi.
Ma ogni volta desidero ancora
gridare
per questa irrevocabilità.

Evghenij Evtusenko

L’uomo che ama

L’uomo che ama trova una conchiglia sulla spiaggia. Quando la porta all’orecchio non sente né il mare né il vento né gli angeli, ma la sua stessa voce che canta: Ti amo. Non ha mai udito niente di così bello. Su un’altra spiaggia giacciono tutti gli uomini addormentati. Qualcuno cammina lentamente sulla spiaggia, li solleva uno per uno, se li porta all’orecchio e rimane in ascolto. In alcuni uomini-conchiglia sente un abbaiare di cani, in altri un lontano ruggire di tigri o colpi di martello, in altri ancora un pesante rombare di macchine. Ma in una conchiglia echeggia il grido di un pesce. E’ questo il suono dell’uomo che ama quando qualcuno se lo porta all’orecchio. Se i pianeti potessero amare uscirebbero dalle loro orbite e sarebbe il caos. La sopravvivenza dell’universo è garantita dal fatto che l’amore è impossibile. Anche l’uomo che ama ha il presentimento che l’amore sia fratello della morte. Ma questo non gli impedisce, lui prigioniero della sua orbita, di aprirsi una breccia fino alla cella del vicino, gridando di gioia: Sono libero!

Stig Dagerman

L’uomo nato per coltivare

Il piantatore di alberi, il giardiniere,
l’uomo nato per coltivare,
le cui mani si protendono sotto terra e germogliano,
per lui il terreno è una droga divina.
Entra nella morte ogni anno, e ritorna esultante.
Ha visto la luce riposarsi nel cumulo di letame,
e rialzarsi nel frumento.
Come una talpa, il suo pensiero corre
lungo la cima dei filari.
Quale seme miracoloso avrà inghiottito
perché dalla sua bocca fluisca
il discorso senza fine del suo amore
come una vigna che si aggrappa alla luce del sole,
e come acqua che scroscia nel buio?

da La rivoluzione del contadino impazzito
di Wendell Berry

Valore

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello
che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che.
Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord,
qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.

Erri De Luca

Due

Quando saremo due saremo veglia e sonno
affonderemo nella stessa polpa
come il dente di latte e il suo secondo,
saremo due come sono le acque, le dolci e le salate,
come i cieli, del giorno e della notte,
due come sono i piedi, gli occhi, i reni,
come i tempi del battito
i colpi del respiro.
Quando saremo due non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente.
Quando saremo due, nessuno sarà uno,
uno sarà l’uguale di nessuno
e l’unità consisterà nel due.
Quando saremo due
cambierà nome pure l’universo
diventerà diverso.

Erri De Luca

p.s. Comunque, anche se non tutto fila liscio e le cose sono già complicate fin dall’inizio, sento il bisogno di dirti una cosa. Devo raccontarti come le pupille mi si dilatano quando vedo una tua parola da qualche parte, persino quando mi ci imbatto nel giornale, o nella pubblicità… Ci sono parole che ti appartengono a tal punto! Impronte della tua anima che in bocca ad altri appaiono solo come strumenti discorsivi o articolazioni linguistiche, nient’altro. Non avevo mai immaginato che conoscere il linguaggio di un estraneo potesse essere eccitante come il primo contatto con il suo corpo, il suo profumo, la sua pelle, i capelli, i nei. E’ così anche per te?

La sofferenza che rende felici.

Il coraggio di essere onesti fino in fondo, nei sentimenti.

… a volte, udendo la tua voce nella parole, avverto dentro di me una specie di gemito che sale. E’ un suono interiore, che non conoscevo prima di incontrarti.

Uno sconosciuto ha visto in me qualcosa che lo ha tanto colpito da spingerlo ad affidarmi la sua anima…

Il coraggio è assecondare i desideri della propria anima.

Com’è possibile essere liberi senza essere crudeli?

Sarei felice di poter dire a me stesso: “Con lei ho stillato verità”. Sì, è questo quello che voglio. Voglio che tu sia per me il coltello, e anch’io lo sarò per te, prometto. Un coltello affilato ma misericordioso.

Amore è il fatto che tu sei per me il coltello col quale frugo dentro me stesso.

da Che tu sia per me il coltello
di David Grossman

TheCrow

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