Memorie di un Assassino

Le Aquile non volano a stormi

 

Ma non si può definire virtù ammazzare i propri concittadini, tradire gli amici e dimostrarsi senza lealtà, senza pietà, senza religione. Sono modi che possono far acquisire potere ma non gloria.
Niccolò Macchiavelli, Il Principe

Per un Assassino bruciare dei libri era un sacrilegio.
L’apprendimento è conoscenza e la conoscenza è libertà e potere. Lui lo sapeva. Lo aveva dimenticato per qualche tempo, ma ora lo sapeva di nuovo.
[…] Ho messo in gioco il mio cuore per conoscere la saggezza e per conoscere pazzia e follia. Ho dovuto anche accettare l’inutilità del mio sforzo. Perché in tanta saggezza c’è tanto dolore e colui che aumenta la conoscenza, aumenta la sua angoscia.
[…] Perché il nostro istinto si basa sulla violenza? Ho studiato le interazioni tra specie diverse. Il desiderio innato di sopravvivere sembra esiga la morte del prossimo. Perché non possono tenersi mano nella mano? Sono in molti a credere che il mondo sia stato creato da un potere divino, eppure io vedo solo i disegni di un folle, teso nella celebrazione di morte, distruzione e disperazione.
[…] Vi ha trascritto le sue riflessioni sulla natura della fede e sugli inizi del genere umano, forgiato dal caos, un ordine imposto non da un essere supremo ma dall’uomo.
[…] L’Assassino dubita di tutte le fedi costituite. Anche della propria..
[…] Il Maestro ha scritto delle contraddizioni e delle ironie degli Assassini. Come il loro scopo è quello di portare la pace eppure per raggiungerlo si servono di violenza e omicidio. Come si adoperano per aprire la mente degli uomini eppure richiedono l’ubbidienza a un padrone. Come predicano contro i pericoli dell’adesione incondizionata a una fede precettata ma esigono che i membri dell’Ordine si sottomettano senza fiatare ai principi del loro Credo.

 

 

Altaïr aveva scritto: Con il tempo, qualsiasi frase pronunciata abbastanza a lungo e ad alta voce si fissa. A patto, naturalmente, che si duri più del dissenso e si riducano al silenzio gli avversari. Ma se si riuscisse e si eliminassero tutti i rivali, che cosa rimarrebbe? Verità! Esiste una verità oggettiva? No. Ma come si può ottenere un punto di vista oggettivo? La risposta è che non si può. E’ letteralmente, fisicamente impossibile. Troppe variabili. Troppi settori e formule da prendere in considerazione, come aveva compreso il metodo socratico. Forniva un approccio asintotico alla verità. La linea non incontra mai la curva in un punto finito. Ma la vera definizione dell’asintoto implica una lotta infinita. Ci avviciniamo pian piano a una rivelazione, ma non la raggiungiamo mai. Mai… E così mi sono reso conto che, finché esistono i Templari, loro tenteranno di piegare la realtà alla loro volontà. Riconoscono che non esiste qualcosa come la verità assoluta o che, se esistesse, noi non saremmo sufficientemente attrezzati per riconoscerla. E così, in questo luogo, cercano di creare la loro spiegazione. E’ il principio guida di ciò che chiamano il Nuovo Ordine Mondiale: ridisegnare l’esistenza a loro immagine. Non riguarda i manufatti. Non riguarda gli uomini. Quelli sono soltanto strumenti. Si tratta di concetti. Sono stati molto astuti, perché come si può dichiarare guerra a un concetto? E’ l’arma perfetta. Non ha una forma fisica, eppure può cambiare il mondo attorno a noi in numerosi modi, spesso violenti. Non si può uccidere un Credo. Anche se si uccidessero tutti i suoi seguaci, se si distruggessero tutti i suoi scritti, nel migliore dei casi ciò porterebbe a un ritardo. Un giorno verrebbe riscoperto, reinventato. Credo che anche noi Assassini abbiamo semplicemente riscoperto un Ordine che risale a prima del Vecchio della Montagna… Tutta la conoscenza è una chimera… Tutto torna al tempo. Infinito. Inarrestabile. Impone la domanda: che speranza c’è? Ecco la mia risposta: noi dobbiamo raggiungere un posto dove quella domanda non è più importante. La lotta di per sè è asintotica. Ci si avvicina sempre a una soluzione, ma non la si raggiunge mai. Tutto ciò che possiamo sperare è di spianare un poco la linea. Portare stabilità e pace, per quanto temporanee. Perché, finché continuiamo a riprodurci, daremo origine a dubbi e ad avversari. Uomini che si solleveranno contro lo status quo, a volte per nessun altro motivo che non avere nulla di meglio da fare. E’ nella natura dell’Uomo dissentire. La guerra non è che uno dei tanti modi per dissentire. Credo che molti debbano ancora comprendere il nostro Credo. Ma così è il processo. Essere sconcertati. Essere frustrati. Essere educati. Essere illuminati. E poi, infine, comprendere. Essere in pace.

 

 

[…] Raramente i profeti vengono apprezzati nel loro tempo.
[…] Nessun nuovo ordine può mai instaurarsi senza la distruzione di quello vecchio. E se gli uomini sono fatti in tal modo da paventare una libertà indiscriminata, tanto meglio. Un breve assaggio di caos ricorderà loro perché desiderano tanto ubbidire.

[…] “Loro non si chiesero perché, per loro fu solo o farlo o morire”.
[…] Fu Jayadeep a farmi imboccare la via verso una rielaborazione illuminata dei miei sentimenti.
[…] Devo spiegare. Come Assassini ci viene inculcata una certa filosofia. A differenza dei Templari che dividono gli abitanti del mondo tra pastori e pecore, noi vediamo milioni di punti luminosi, esseri intelligenti e sensibili, ciascuno dei quali in possesso di specifiche capacità da mettere a frutto all’interno di un disegno più grande. Così almeno a noi piace credere. Questi sono giorni in cui ho dei dubbi. Mettiamo sempre in pratica questa filosofia?
[…] «Una macchina per uccidere è una macchina e noi Assassini non siamo macchine», diceva e le fece promettere di non smarrire mai la sua empatia, di non accantonare mai la sua umanità.
A quei tempi si chiedeva come sarebbe mai potuto accadere. Lei in fondo era stata cresciuta nel rispetto della vita. Com’era possibile che smettesse di commuoversi nel toglierla? Ma naturalmente era avvenuto l’inevitabile ed Evie aveva scoperto che un modo per sopportare lo spargimento di sangue era chiamarsene fuori mentalmente, chiudere l’accesso a quelle parti del cervello che volevano elaborare quel tema. E applicare quell’espediente le era diventato sempre più facile, al punto che certe volte temeva di perdere completamente la cognizione del suo vero io nell’eccessiva difesa del proprio equilibrio interiore.
Henry era un modo per staccarsi da tutto questo. I sentimenti che provava per lui l’aiutavano a ritrovare la barra della propria esistenza e il suo rifiuto a usare le armi le serviva per ricordarsi che esisteva un’altra via. Le avava raccontato della sua vita prima di conosocerla. Sapeva che anche lui era stato dove si trovava lei ora e che da lì era tornato indietro. La sua era un’anima ferita eppure intatta.
Henry era un esempio di come rendere un sogno una realtà.

 

My future is a Valentine
Stolen in the perfect crime
And I know I’m living out of line
But with a blazing smile I’ll die

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