A life alive (insight inside)

 

«I miei figli faranno quello che potranno, quello che la vita gli offrirà. Ciò che posso mostrargli è come. Come fare le cose, come alzarsi e andare incontro al giorno che ogni mattina Dio ci srotola di fronte quando il primo sole illumina i tetti delle case, di chiunque siano quelle case. Non ho molta fiducia nelle parole, signore. L’esempio, quello sì».

da Se la vita che salvi è la tua di Fabio Geda

 

“Vorrei che tu fossi la madre dei miei figli. Non c’e’ niente di piu’ grande che una persona possa dire a un’altra. Niente di piu’ doloroso che sentirselo negare. Non c’e’ nulla di piu’ difficile da sostenere e insieme niente di meglio da desiderare. Non serve nemmeno che succeda, poi, e spesso non servono le parole per dirlo. Si sente, e’ quel pensiero. Vorrei essere la madre dei tuoi figli. Dei miei. Vorrei essere madre. Vorrei essere, e basta. Esserci forte, pianissimo, alla luce o di nascosto. Andar avanti senza perdere nulla di quello che c’e’ dietro. Tutto intorno e’ cosi’ del resto: basta mettersi in ascolto.
Mettersi in ascolto significa identificarsi, vestire i panni dell’altro, immaginare il suo punto di vista. Viviamo in un mondo sordomuto di vite blindate, dove ogni incontro ha il suo sapore del miracolo. Negli anni, mesi o istanti in cui vive, l’incontro si alimenta di questo: di comunicazione. Non di parole, non e’ quello: vive di sintonia. Come con le manopole della radio: bisogna aggiustare la ricezione, trovare la lunghezza d’onda dell’altro e finalmente sentire. Sfiorare anche solo un momento la meraviglia dell’unisono: un solo suono, lo stesso suono, un suono cosi’ chiaro. Non c’e’ nessuna comunicazione – o peggio – c’e’ solo sfinente comunicazione formale, senza quel tentativo di immedesimarsi. Di ascoltare, appunto. Di capire e percio’ di «sapere». Io ti conosco come nessun altro, dicono le madri ai figli, gli amanti agli amati. Intendono dire: io ti sento, io ti so. Io ti sono dentro.”

da “Una madre lo sa (tutte le ombre dell’amore perfetto) di Concita de Gregorio

 

“L’amore nasce sempre nell’incontro, quando si spera di poter colmare il vuoto che ci si porta dentro riempiendolo dell’altro. Anche se poi si scopre che il vuoto resta e che l’altro si allontana, lasciandoci una traccia del nostro esilio interiore. Il vuoto è incolmabile. Lo si può soltanto attraversare con un altro. Mano nella mano. Insieme, e pur sempre soli.”

“L’amore comincia sempre dopo. Quando alla passione subentra l’affetto. E cominciamo a fidarci. E possiamo “amare con l’altro”.”

“L’essenza dell’amore è la libertà. Libertà di essere se stessi. Libertà di sbagliare e farsi male. Libertà di rompere tutto e di ricominciare. Libertà di aver paura che tutto finisca, di fare di tutto perché accada.”

“È sempre e solo per amore che ci si alza la mattina e si torna a casa la sera. È sempre e solo per amore che si stringono i denti e si tira avanti. È sempre e solo per amore che si scrive, si parla, si agisce, ci si agita, si spera.”

“L’altro non potrà mai colmare il vuoto che ci portiamo dentro. Esattamente come noi non potremo mai colmare il suo. Il vuoto lo si può solo attraversare.”

“La vita sorprende, non la puoi controllare. E l’amore appare quando meno te lo aspetti. Forse perché non parla il linguaggio della razionalità e delle evidenze. E allora accade. Apre quella porta che avevi chiuso a chiave molto tempo prima e ti spinge a fare i conti con le ferite del passato. Rimette in discussione certezze e progetti. Costringe a interrogarsi su quello che si desidera veramente e su quello che invece non si vuole, nonostante per anni si sia fatto di tutto per convincersi del contrario. La vita sorprende. E molto spesso ci cambia proprio attraverso l’amore. Anche se niente è più difficile del cambiamento. Quando si è abituati a funzionare in un certo modo, ogni variazione, benché minima, ci sconvolge. E allora raccontiamo a noi stessi che è meglio lasciar perdere. Prima di renderci conto che le cose accadono indipendentemente da noi. Soprattutto l’amore. Che non parla mai il linguaggio della razionalità e della coerenza.”

“Se esisto solo nel riflesso del suo sguardo, cosa sono quando smette di guardarmi?”

da L’amore è tutto: è tutto ciò che so sull’amore di Michela Marzano

 

“È la più certa prova d’amore quella di un uomo che cambia parere per essere d’accordo con la donna.”

“La grazia non è un’andatura attraente, non è il portamento elevato di certe nostre donne bene in mostra. È la forza sovrumana di affrontare il mondo da soli senza sforzo, sfidarlo a duello tutto intero senza neanche spettinarsi.”

“In nome del padre inaugura il segno della croce.
In nome della madre s’inaugura la vita.”

“Nella nostra storia sacra gli angeli hanno un normale corpo umano, non li distingui. Si sa che sono loro quando se ne vanno. Lasciano un dono e pure una mancanza.”

“Gli uomini sono buoni a fare qualche mestiere e a chiacchierare, ma sono persi davanti alla nascita e alla morte. Sono cose che non capiscono.”

“Ci vogliono le donne al momento della schiusa e all’ora di chiusura.”

“Abìtuati, figlio, al deserto.”

da In nome della madre di Erri de Luca

«Teneramente malato di memorie infantili,
sogno la nebbia e l’umido delle sere d’aprile. »

da Confessioni di un teppista di Sergej Aleksandrovič Esenin

 

“Io non credo in nessun dio veramente pensante che prende nota della caduta di ogni uccello in Australia e di ogni insetto in India, un dio che registra tutti i nostri peccati in un librone d’oro e ci giudica quando moriamo… non voglio credere in un dio che crei volontariamente persone cattive e poi volontariamente le spedisca ad arrostire nell’inferno che ha creato lui. Questo no. Però credo che ci debba essere qualcosa. Una misteriosa forza insensata e rivolta al bene. La forza che evita agli adolescenti ubriachi, non proprio tutti ma quasi, di schiantarsi in automobile quando rientrano a casa dal ballo di fine anno o dal loro primo grande concerto rock. Che evita che la maggior parte degli aerei precipitino anche quando si guasta qualcosa. Non tutti, ma quasi. Dico io, il fatto che dal 1945 nessuno abbia usato un’arma nucleare su esseri viventi fa pensare che ci debba essere qualcosa dalla nostra parte. Prima o poi qualcuno lo farà, si capisce, ma settant’anni… sono un sacco di tempo.
C’è qualcosa che ci impedisce di mollare anche quando vorremmo, anche quando rinunciare avrebbe molto più senso che insistere. C’è qualcosa che impedisce alla gran parte di noi di morire nel sonno. Non un dio perfetto, misericordioso e onnisciente, non credo che ci siano prove a sostegno di questa tesi, ma una forza sì.”

da un Anonimo della Rete

 

“Da una casa accanto a un noce all’apice di una vallata tanto più fantastica quanto più vera, una voce riempie il tempo dell’attesa di un figlio per cantare le storie di un popolo libero, di uomini e di donne che perseverano nelle generazioni a vivere con fermezza e a difendere con ferocia, amore e dignità.”

da Meccanica Celeste di Maurizio Maggiani

“Personalmente credo che al mondo ci sia molta paura, che è ancestrale, ma è anche quotidianamente indotta da un sistema di governo studiato a puntino per tenerci “buoni”, sedati, spaventati, come anestetizzati, perennemente malati, infelici ed insoddisfatti, prigionieri delle nostre stesse paure, delle nostre stesse false certezze.
Si indossano maschere e pose per celare se stessi agli occhi degli altri, persino di noi stessi. Non si apprende dai saggi perché la saggezza è noiosa, allora si emulano esempi umani stupidi e vuoti di significato, pur di rimanere avvinghiati ad un concetto di massa che non ha nulla di disinteressato, di gratuito, quasi nulla creato per un reale bene comune (= di tutti, nessuno escluso).
Tutti dovrebbero avere il diritto ad una Vita degna di questo nome.
E invece si ha paura di essere diversi, di mostrarsi per ciò che si è veramente, si ha paura di ammettere ciò che si è veramente, di essere fraintesi nel dire un ti amo sincero e disinteressato (chi ha mai detto ti amo alla propria madre? Non se lo meriterebbe, forse?), paura di rischiare senza calcolo alcuno, di leggersi dentro e trovare qualcosa che non ci si aspettava, si ha paura del diverso, del cambiamento, del nuovo, dell’inaspettato, si ha paura persino di amare, persino di se stessi. Per questo, l’amore, lo si collega forse a qualcosa di distorto, quando invece è la forza universale più semplice ed immediata che esista. Nessuno si dovrebbe vergognare di provare amore per gli altri. Come si fa a guardare negli occhi i bambini, o i vecchi, e non provare dolcezza e compassione, e non aver voglia di abbracciarli, di sorridere loro, di dirgli ti voglio bene, anche solo per strappargli un sorriso… Non ci si rende conto di quanto bene faccia a noi stessi il darci all’altro (o anche ad una nobile causa) senza aspettarsi nulla in cambio. Ci arricchisce, ci colma l’anima e il cuore. E ci fa diventare traboccanti di bellezza. Ognuno di noi è pieno di amore, molte volte non se ne rende conto, altre volte si accontenta di amare egoisticamente, con meschinità, in perenne aspettativa di un ritorno, come se fosse tutto calcolato/calcolabile. Come fossimo dei numeri, e non degli esseri umani. Con orgoglio ma privi di grazia. Con un senso di giustizia alquanto approssimativo, ma sempre pronti a giudicare, prima gli altri, e poi magari anche se stessi e le proprie azioni. Mi chiedo dove finisca il detto Fai agli altri ciò che vuoi sia fatto a te…
Per mia somma fortuna, l’impulsività non mi fa pensare molto nel compiere delle azioni che sento sincere, e per questo vere, sentite. Ammetto di avere paure, limiti e difetti, e in questa ammissione, accetto e cerco di superare, di migliorare, di migliorarmi, almeno un po’, avanzando almeno di qualche centimetro in altezza, spiritualmente parlando. Non dico ogni giorno, ma comunque ci provo. Cerco di non accontentarmi e di non dare per scontato, amo l’uguaglianza, il perdono, la sincerità spassionatamente, la sensibilità, la comprensione sincera e genuina, la semplicità, l’accettazione, la delicatezza e la gentilezza, e vorrei circondarmi di persone simili, libere, felici, colme di gioia e gratitudine, rispettose, anche se ciò non è sempre possibile. Anche se non sempre ce la faccio neppur io ad essere tale. Ma è comunque una tensione alla quale miro.
Per quanto sia innamorato di questa splendida Terra e della Vita (nelle piccole cose di ogni giorno che accolgo ancora come fossero miracoli, nonostante tutto), amerei essere consapevole di un mondo diverso, senza crudeltà, senza meschinità, senza tutte le brutture di cui gli esseri umani si macchiano ogni giorno. Un’utopia, forse, ma se così non fosse, l’unica maniera per raggiungerla, sarebbe cambiare qualcosa di me. Credo che questa sia l’unica rivoluzione possibile.
Credo che la nostra paura più grande sia riconoscere la nostra immensa bellezza.
Magari sbaglio, ma ora la vedo così.
E l’amore, in tutto questo, ne è il fulcro.
Amare è un’Arte.”

emA

I was dead, then alive.
Weeping, then laughing.
The power of love came into me,
and I became fierce like a lion,
then tender like evening star.

– Rumi

“Quale porto può accoglierti più sicuro di una grande Biblioteca?”

(da una scritta sul muro di una biblioteca)

 

“Every man has to find his own destiny
Just follow your heart and just let it be
Every man needs to find his own destiny
I believe in God through infinity
Every man needs to find his own destiny
I believe in God beyond mortality
Every man needs to find his own destiny
I believe in God immortality”

from I believe by Soulfly

 

In nome del padre, in nome della madre, in nome dei figli.

In nome di Dio.

16 Marzo

Il Giorno della’Ispirazione Realistica

“Spesso il metodo più attendibile per misurare il successo è
basato su criteri interiori che non esteriori”.

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