Il vento fa il suo giro e accarezza l’erba

 

Vento,
che hai toccato
il sangue di eroi,
di vincitori e perdenti,
che ancora ti trascini
nel lungo viaggio,
vento che odorasti
la guerra e il pianto,
che narrasti
alla luna ed alle stelle
di amori falliti
e di giorni violenti,
vento che celi il ricordo
di Enola Gay
nei tuoi gemiti,
che vedesti
la morte e la vita,
che ascoltasti il testamento
di un salice anziano,
assaporando la vera rugiada,
parla anche di me,
quando sarò lontana,
parla di ciò che ho scritto,
dì a mio figlio
che ho sperato nella pace,
mentre lui giocava di sorrisi,
digli che non ho sposato
la vita
che volevo,
digli che voglio rimanere
eterna.
Portami con te,
vento,
lascia le mie ceneri
nel mondo che non ho visitato,
e piangi e grida per me,
e per me sogna,
quando non potrò farlo.
Abbandona un po’ di me
sui suoi occhi stanchi,
nei suoi capelli,
e lasciami riscaldare
sulla fiaccola americana
che ha promesso libertà,
e rendimi sale del Mar Morto,
e concime dei fiori olandesi,
e piangi con me,
per me,
parlami del secolo che non vedrò,
e grida pace nelle Favelas,
e sputa sabbia su un razziata,
porta amore
prendimi
sposami
ti prego vento.
Tu sarai stanco di vivere,
io no.

Maria Cezza

 

 

«Kono hana wa
Kataku oru-na! to
Iu tate-fuda-mo,
Yomenu kaze ni wa
Zehi mo nashi».

Poesia Giapponese

«Sul cartello è scritto:                
“Non sciupar questi fiori”
Ma pel vento è inutile,                
Chè non sa leggere.»

da Il vento non sa leggere
di Richard Mason

25 Aprile, Il Giorno della Sostanza Fisica

“Mira all’impossibile, accetta l’inevitabile.”

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