Viaggiar con la parte destra del cervello

Quello che segue è un mix tra un libro sul disegno e un diario che ha come tema il viaggio, originariamente scritto nel 1° maggio del 2016.

Dipingiti il tuo!
Il guaio di certa gente è che quando credono che tu abbia una bella cosa
pensano che dovrebbero essere loro ad averla!
Kelsie Mertz

Alce Nero disse che la montagna sulla quale egli si trovava nella sua visione era lo Harney Peak, nella Black Hills, «Ma qualunque luogo è il centro del mondo» aggiunse.
Alce Nero Parla

“Muoviti nel mondo celebrando, danzando, cantando,
simile a un’ape; va da fiore a fiore,
soltanto attraversando tutte le esperienze
diventi maturo.”
Buddha

Uomini e donne non ricorrono ad una esclamazione quando sono soli,
guardami e parlami ancora,
le cose che non ci siamo mai detti,
le più semplici.
La quiete – La parte sinistra del corpo

“Chi viaggia ha molto da raccontare.”
Detto popolare orientale

“Solo agli erranti giunge sempre nuovo lo shock della bellezza.”
Proverbio inglese

“Viaggiare è ballare.”
Detto chichewa

A mio padre
che, quand’ero piccola,
faceva la punta alle mie matite
con il suo temperino
Betty Edwards

“Il viaggio è la ricompensa.”
Detto taoista

“Qualunque viaggio noi intraprendiamo, noi inseguiamo la felicità. Ma la felicità è qui.”
Quinto Orazio Flacco

“Una delle chiavi della felicità è partire senza l’idea del ritorno.”
Nicolas Bouvier

Il bambino guardava la nonna scrivere una lettera. A un certo punto, le domandò:
“Stai scrivendo una storia che è capitata a noi? E che magari parla di me.”
La nonna interruppe la scrittura, sorrise e disse al nipote:
“È vero, sto scrivendo qualcosa di te. Tuttavia, più importante delle parole, è la matita con la quale scrivo. Vorrei che la usassi tu, quando sarai cresciuto.”
Incuriosito, il bimbo guardò la matita, senza trovarvi alcunché di speciale.
“Ma è uguale a tutte le altre matite che ho visto nella mia vita!”
“Dipende tutto dal modo in cui guardi le cose. Questa matita possiede cinque qualità: se riuscirai a trasporle nell’esistenza, sarai sempre una persona in pace con il mondo.
“Prima qualità: puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una Mano che guida i tuoi passi. ‘Dio’: ecco come chiamiamo questa mano! Egli deve condurti sempre verso la Sua volontà.
“Seconda qualità: di tanto in tanto, devo interrompere la scrittura ed usare il temperino. È un’operazione che provoca una certa sofferenza alla matita ma, alla fine, essa risulta più appuntita. Ecco perché devi imparare a sopportare alcuni dolori: ti faranno diventare un uomo migliore.
“Terza qualità: il tratto della matita ci permette di usare una gomma per cancellare ciò che è sbagliato. Correggere un’azione o un comportamento non è necessariamente qualcosa di negativo: anzi, è importante per riuscire a mantenere la retta via della giustizia.
“Quarta qualità: ciò che è realmente importante nella matita non è il legno o la sua forma esteriore, bensì la grafite della mina racchiusa in essa. Dunque presta sempre attenzione a quello che accade dentro di te.
“Quinta qualità: essa lascia sempre un segno. Allo stesso modo, tutto ciò che farai nella vita lascerà una traccia: di conseguenza, impegnati per avere piena coscienza di ogni tua azione.”
Apprezza ciò che sei perché tu sei amore, quell’amore che cerchi in ogni cosa e in ogni dove. Accogli ciò che tu sei perché tu sei ciò che cerchi di essere, ciò che tu vuoi essere, tu sei la vita che crea la tua vita. Accetta te stesso, amore del tuo amore, perché tu sei ciò che hai tanto bisogno di essere. Sorridi all’amore che tu emani perché tu sei quell’amore che cerchi in ogni luogo, pace dei tuoi sensi.
Paulo Coelho – Sono come il fiume che scorre, da Pensieri e riflessioni 1998-2005

“Un uomo si propone il compito di disegnare il mondo. Trascorrendo gli anni popola uno spazio con immagini di province, di regni, di montagne, di baie, di navi, d’isole, di pesci, di dimore, di strumenti, di astri, di cavalli e di persone.
Poco prima di morire, scopre che quel paziente labirinto di linee traccia l’immagine del suo volto.”
Jorge Luis Borges

“A me pare sempre
che starei bene
là dove non sono,
e questa questione
di sgombero
si discute
continuamente
fra me e l’animo mio.”
Charles Baudelaire

“Quando ero a casa ero
in un miglior luogo.
Ma i viaggiatori
devono contentarsi.”
William Shakespeare, “A piacer vostro”

Krishnamurti: «Dunque, dove ha inizio il silenzio? Forse dove cessa il pensiero? Hai mai provato a far cessare il pensiero?»
Postulante: «Come si ottiene questo?»
Krishnamurti: «Non so, ma hai mai provato? Anzitutto, chi è l’entità che cerca di far cessare il pensiero?»
Postulante: «Colui che pensa»
Krishnamurti: «Ma anche questo è un pensiero, no? Il pensiero cerca di far cessare se stesso, così nasce una lotta tra colui che pensa e il pensiero. Il pensiero dice: ‘Devo cessare di pensare, allora entrerò in uno stato meraviglioso…’ Un pensiero cerca di sopprimerne un altro e ne nasce un conflitto. Quando vedo questo come un dato di fatto, lo vedo totalmente, lo comprendo appieno, vi penetro fino in fondo… allora la mente è tranquilla. Questo avviene con naturalezza e facilità quando la mente è tranquilla e osserva, guarda, vede».
J. Krishnamurti – You Are the World, 1972

“Una visita prolungata, quando si tratta di paesi che appartengono alla medesima grande famiglia di quello in cui siamo nati e cresciuti, differisce da una più breve soltanto perché fornisce la mente d’un maggior numero di fatti, d’una più chiara visione dei particolari nel quadro d’insieme. Se invece valichiamo i confini entro cui hanno operato per secoli le influenze e le tradizioni del mondo classico, del cristianesimo, del rinascimento europeo, tra semplice visita e lunga residenza può anche aver luogo un salto qualitativo: possiamo anche penetrare in un altro ordine di idee, in un mondo governato da nuove dimensioni. L’inviato speciale va e torna; vede le cose cogli occhi del luogo d’origine; conosce le categorie dell’esotico e vi si diletta. Ma chi vive, lavora, soffre, per un’importante parte della propria vita, fra popoli la cui storia potrebbe essersi svolta sopra un altro pianeta, finisce per sentirsi piano piano trasformato; ciò che sembrava a prima vista strano diventa normale, coloro che parevano figure esotiche si rivelano invece uomini, donne, bambini meravigliosamente veri ed umani. Per un verso si respira dunque la grande identità dell’avventura terrena, per un altro si capisce come sia legittimo vedere cose e vita con occhi del tutto diversi dei nostri. Percezioni ambedue importanti, ora che il mondo sta diventando sempre più piccolo di spazi, sempre più vasto di popolo.”
Fosco Maraini, “Ore giapponesi”

“Viaggiare
mi sembra
una splendida
scuola di disincanto,
essenzialmente.”
David Herbert Lawrence

“Sentire tutto
in tutte le maniere,
vivere tutto
da tutte le parti,
essere la stessa cosa
in tutti i modi
possibili
allo stesso tempo.”
Fernando Pessoa

«Tu hai due cervelli: uno sinistro e uno destro. Gli scienziati moderni ora sanno che il tuo cervello sinistro presiede alle funzioni verbali e razionali; pensa serialmente e riduce i pensieri in numeri, lettere e parole… Il tuo cervello destro presiede alle funzioni non verbali e intuitive; pensa in modelli, o figure, che compongono ‘il tutto’ e non ammette semplificazioni, né numeri né lettere né parole»
Richard Bergland – The Fabric of Mind

“Io voglio bruciare
tutto il mio tempo.”
Jack London

“Andrò
da qualche parte,
pur di andare avanti.”
David Livingstone

“Un uomo dovrebbe sapere qualcosa anche sul proprio paese prima di andare all’estero.”
Laurence Sterne

«A questo punto il nostro uomo non vede più chiaramente; ha inizio una lotta tra il primo occhio e il secondo, una lotta feroce, e alla fine il secondo occhio ha la meglio, assume il controllo e così la lotta finisce. Ora che ha in mano la situazione, il secondo occhio può continuare il suo lavoro da solo ed elaborare la propria immagine secondo le leggi della visione interiore. Questo occhio speciale si trova qui», disse Matisse, indicando il cervello.
J. Flam- Matisse on Art, 1973

“Viaggiare è anche una perdente guerriglia contro l’oblio, un cammino di retroguardia; fermarsi a osservare la figura di un tronco dissolto ma non ancora del tutto cancellato, il profilo di una duna che si disfa, le tracce dell’abitare in una vecchia casa.”
Claudio Magris

“Una durissima disciplina esige il viaggio: angoscia per il proprio stato, per la propria ‘casa’ di origine, rinuncia, spezzarsi-aprirsi all’ignoto, concentrazione paziente su ogni passo. Il fine del viaggio disvelerà il suo frutto: ciò che il viaggiatore celava in sé, il suo proprio. Il viaggio è iniziazione e creazione.”
Massimo Cacciari, “L’arcipelago”

“Si è stupidi,
ma non al punto
di viaggiare.”
Samuel Beckett

«L’artista è il confidente della natura. I fiori dialogano con lui per mezzo dell’aggraziato curvarsi dei loro steli e del loro dischiudersi in armoniose sfumature di colore. Ogni fiore ha per lui una parola cordiale che la natura gli rivolge.»
Auguste Rodin

“Cercansi uomini per viaggio pericoloso. Salario basso, freddo tremendo, lunghi mesi di completa oscurità, pericolo costante, ritorno in dubbio. Onore e riconoscimenti in caso di successo.”
Sir Ernest Shackleton, annuncio di reclutamento per la Spedizione Transantartica Imperiale del 1914

“La nostra Società è nell’istinto del secolo: in quest’età l’uomo nasce viaggiatore: chi non lo può colla persona, viaggia col pensiero, entra i regni remoti, scorre i mari in procella, spazia nelle contrade della estate perpetua, e sulle silenti del polo al cozzo paventoso dei ghiacci lontani, vuol conoscere intiero il nostro pianeta e si sdegna che ancora vi siano nel centro d’Asia, nell’Australia, nell’Africa, vaste regioni, la cui configurazione è molto più ignota che non la sia quella del disco lunare.”
Cristoforo Negri, discorso del Presidente all’adunanza generale della Società Geografica Italiana, 1867

“Tutto perché Marco Polo potesse spiegare o immaginare di spiegare o essere immaginato spiegare o riuscire finalmente a spiegare a se stesso che quello che lui cercava era sempre qualcosa davanti a sé, e anche se si trattava del passato era un passato che cambiava man mano egli avanzava nel suo viaggio, perché il passato del viaggiatore cambia a seconda dell’itinerario compiuto, non diciamo il passato prossimo cui ogni giorno che passa aggiungiamo un giorno, ma il passato più remoto. Cangiando spesse volte il luogo della mia dimora, e fermandomi dove più dove meno o mesi o anni, m’avvidi che io non mi trovava mai contento, mai nel mio centro, mai naturalizzato in luogo alcuno, comunque per altro ottimo, finattantonché io non aveva delle rimembranze da attaccare a quel tal luogo, alle stanze dove io dimorava, alle vie, alle case che io frequentava: le quali rimembranze non consistevano in altro che in poter dire: qui fui tanto tempo fa; qui, tanti mesi sono, feci, vidi, udii la tal cosa; cosa che del resto non sarà stata di alcun momento; ma la ricordanza, il potermene ricordare, me la rendeva importante e dolce. Ed è manifesto che questa facoltà e copia di ricordanze annesse ai luoghi abitati da me, io non poteva averla se non con successo di tempo, e col tempo non mi poteva mancare. Però io era sempre tristo in qualunque luogo nei primi mesi, e coll’andar del tempo mi trovava sempre divenuto contento ed affezionato a qualunque luogo. Colla rimembranza egli mi diveniva quasi il luogo natio.”
Giacomo Leopardi, “Zibaldone”

«Imparare a disegnare è in realtà imparare a vedere, a vedere nel modo giusto, che è molto più che guardare semplicemente con gli occhi.»
Kimon NicolaidesThe Natural Way to Draw, 1941

“Arrivando ad ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva più d’avere: l’estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più t’aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti.”
Italo Calvino, “Le città invisibili”

“Ormai il mio viaggio è una divagazione fatta di tante divagazioni,
e addirittura da queste, talvolta, mi lascio sviare.”
Cees Nooteboom, “Verso Santiago”

“Gli spiriti della strada
ammiccavano
e io mi accorsi che
non potevo lavorare.”
Basho

Gertrude Stein chiese al pittore francese Henri Matisse se, quando mangiava un pomodoro, lo guardasse come lo guarderebbe un artista. Matisse rispose: «No, quando mangio un pomodoro lo guardo come lo guardano tutti. Ma quando dipingo un pomodoro, allora lo vedo in modo diverso».
Gertrude SteinPicasso, 1938

“Non è più possibile lasciare il proprio tetto fiduciosi di trovare qualcosa di radicalmente nuovo, un tempo e uno spazio altri.”
James Clifford, “I frutti puri impazziscono”

“Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io
fossimo presi per incantamento
e messi in un vasel, ch’ad ogni vento
per mare andasse al voler vostro e mio.”
Dante Alighieri, “Vita nuova – Rime”

“Quando per la prima volta si vede il mare, si attraversa l’oceano, si fa esperienza reale di città e paesi che per tanto tempo sono stati oggetti di desideri lontani e irraggiungibili, quando si fa questo per la prima volta, ci si sente come un eroe che ha compiuto incredibili prodezze.”
Sigmund Freud

«Il pittore non disegna con le mani, ma con gli occhi. Qualsiasi cosa veda. se la vede ‘chiara’ può metterla sulla carta. Questo gli richiede forse più attenzione e più lavoro, ma non più agilità muscolare che per scrivere il proprio nome. Vedere ‘chiaro’ è la cosa importante.»
Maurice GrosserThe Painter’s Eye, 1951

“Viaggiò. Conobbe la malinconia dei piroscafi, i freddi risvegli sotto una tenda, l’incanto dei paesaggi e delle rovine, l’amarezza delle simpatie troncate. Ritornò: frequentò la società, ed ebbe ancora altri amori. Ma il ricordo costante del primo glieli rendeva insipidi; e poi la violenza del desiderio, la freschezza della sensazione era perduta.”
Gustave Flaubert, “L’educazione sentimentale”

“La mia giornata è compiuta,
abbandono l’Europa…
Brucerà l’aria marina
i miei polmoni,
mi abbronzeranno
climi sperduti.”
Arthur Rimbaud

“Il modo migliore di scoprire se stessi e il proprio paese è frequentare gente e terre esotiche.”
Cesare Pavese

«E’ per vedere più chiaramente, per vedere ancor più in profondità, ancor più intensamente, ed essere quindi pienamente consapevole e vivo, che disegno ciò che i cinesi chiamano ‘le diecimila cose’ che ci circondano. Il disegno è la disciplina per mezzo della quale riscopro costantemente il mondo».
«Ho imparato che le cose che non ho disegnato non le ho mai viste veramente, e che quando mi metto a disegnare una cosa qualsiasi essa mi si rivela straordinaria, un puro miracolo.»
Frederick FranckThe Zen of Seein, 1973

“Se un uomo non sa verso quale porto è diretto
nessun vento è quello giusto.”
Seneca

“Una via per le Indie!
Ecco, anima, forse che non scorgi sin dall’inizio il disegno di Dio?
Che la terra venga percorsa e da reti allacciata,
che le razze, i vicini sposino, siano sposati,
traversati gli oceani, accostato il remoto,
e che le terre vengano tutte insieme saldate.
Salpa – dirigi il corso dove il mare è profondo,
esplora audacemente, anima mia, io con te, tu con me,
siamo, infatti, diretti dove neppure un marinaio ha osato avventurarsi mai,
e rischieremo nave, noi stessi, tutto.”
Walt Whitman, “Una via per le Indie”

“Quando Colombo va da Isabella, una fanatica religiosa, con il suo stupido sogno di conoscenza, la regina scopre che la sua fede non le basta. Un sogno è una trascendenza, è ciò che avviene quando si va oltre i confini del mondo. Questo è ciò che lui dice. Vuole navigare oltre i confini del mondo. E lei scopre che è questo ciò che vuole. E’ una storia d’amore appassionata in cui la passione non è fisica.”
Salman Rushdie

«Quando una data attività, per esempio la pittura, diventa il nostro abituale modo di esprimerci, il solo prendere in mano i pennelli può avere un potere di suggestione tale da innalzarci immediatamente al più alto stato.»
Robert HenriThe Art Spirit, 1923

“Il paese delle chimere
è in questo mondo
il solo degno
di essere abitato.”
Jean-Jacques Rousseau

“I viaggi più belli
sono quelli
che si fanno
sognando.
E i paesi
più meravigliosi
sono quelli
che non esistono.”
Francis Lacassin, “Viaggi nei paesi da nessuna parte”

“Ma il viaggio che molti considerano come una specie di sogno, un gioco seducente, la fuga dal quotidiano, la libertà per eccellenza, è in realtà impietoso.”
Annemarie Schwarzenbach, “La steppa”

«Per una curiosa coincidenza, le parole ‘arte’ e ‘creatività’ sono divenute strettamente correlate nella nostra società».
H. GardnerCreating Minds, 1993

“Ero felice di non possedere nulla oltre un sacco a pelo e i vestiti che indossavo. Provavo una gioia tranquilla, inalterabile, che non era indifferenza perché mi sentivo vivere con una grande intensità. Lungo il cammino l’acqua era salata e non c’era quasi vegetazione. Così dovetti abbandonare il mio pony oramai malato e due cammelli. Nell’Asia Centrale non si uccide mai un animale. Solo a Dio spetta di dare e di togliere la vita.”
Ella Maillart

“Viaggiare significa ignorare i fastidi esterni e lasciarsi andare interamente all’esperienza, fondersi con tutto quello che ci circonda, accettare tutto quello che succede e così, in questo modo, fare finalmente parte del paese che si attraversa. E questo è il momento in cui si avverte che la ricompensa sta arrivando.”
Freya Stark, “Le porte dell’Arabia”

“Viaggiare è uno stile di vita. Credo di possedere sufficiente spirito inquieto e curiosità per sobbarcarmi anche le fatiche più dure e accettare i rischi dell’imprevedibile che ogni luogo può riservarti.”
Paul Theroux

«Non prestate attenzione alle critiche. Ma non ignoratele».
Samuel Goldwyn citato da Nicolas Negroponte in Being Digital, 1995

“Gli occidentali hanno curiosamente limitato la storia del mondo raggruppando il poco che sapevano sull’espansione della razza umana intorno ai popoli di Israele, Grecia e Roma. Così facendo hanno ignorato tutti quei viaggiatori che, a bordo di navi, hanno solcato il mar della Cina e l’oceano Indiano o, in carovane, hanno attraversato le immense distese dell’Asia centrale sino al golfo Persico. In verità, la parte più cospicua del globo, con culture diverse da quelle degli antichi Greci e Romani ma non meno civilizzate, è rimasta sconosciuta a coloro che hanno scritto la storia del loro piccolo mondo con la convinzione di scrivere la storia del mondo.”
Henri Cordier

“Sappi, o facchino – gli disse poi – che la mia storia è meravigliosa: ti racconterò tutto quello che mi è successo e capitato prima di giungere a tanta felicità e di sedere in questo luogo dove tu mi vedi: io ho raggiunto questo grado di agiatezza e questa posizione soltanto dopo grandi fatiche, stenti enormi, e numerose peripezie. Quanti strapazzi e quante calamità dovetti sopportare in un primo tempo! Ho fatto sette viaggi: ogni viaggio ha una storia meravigliosa che desta stupore e meraviglia. E tutto ciò ha avuto luogo secondo il destino, da cui non vi è né scampo né fuga.”
“Mille e una notte. Sindibàd il marinaio”

“Le descrizioni dei viaggi sogliono piacere ai più appunto perché soddisfano ad uno dei più intensi bisogni del cervello umano: muoversi, vedere, variare gli orizzonti e le idee; e perché in una volta sola appagano quell’altro bisogno caldissimo del cuore, di conoscere e di amare molti e molti uomini, che sotto altri cieli e in altre terre come noi nascono e muoiono; come noi soffrono e sperano.”
Paolo Mantegazza

«Lo scuotersi dell’abitudine fossilizzata della percezione comune, il poter vedere per qualche interminabile ora il mondo esterno e quello interiore, non come appaiono a un animale ossessionato dalle parole e dai concetti, ma come li afferra l’Intelletto in Genere – direttamente e senza condizionamenti – è un’esperienza di valore inestimabile per chiunque.»
Aldous HuxleyLe porte della percezione, 1954

“Non c’è niente
di costante
tranne
il cambiamento.”
Buddha

“Ma che bambinata è mai questa, di muoversi in continuazione? Che cosa infantile, che strana inquietudine. E’ per mancanza d’immaginazione che veniamo in questi posti, anziché starcene a casa nostra? Aveva dunque ragione Pascal quando diceva che tutti i guai del mondo nascono dal fatto che non siamo capaci di starcene tranquilli nella nostra cameretta? Ma se fosse al contrario, che si viaggia proprio per cercare casa? Quella dimora che ci manca? Se il viaggiatore, insofferente del rumore che lo circonda, andasse altrove in cerca di quiete? Di uno spazio dove raccogliersi nella propria interiorità, che sola, maturando, produce decisione?”
Franco Marcoaldi

“Quando deciderà di viaggiare,
lasci pure la sua vita a casa,
nel suo paese, nella sua città.
E’ un artefatto inutile.”
Juan Filloy, “Periplo”

«Indipendentemente dal lavoro che svolge, qualsiasi persona in cui si nasconde un artista diventa una creatura piena di inventiva, di spirito di ricerca e di audacia, che esprime se stessa. Diventa interessante per gli altri, porta turbamento e scompiglio, illumina e apre nuove vie per una più profonda comprensione delle cose. Dove il non-artista chiuderebbe il libro, questa persona invece lo apre e dimostra che possono esservi altre pagine.»
Robert HenriThe Art Spirit, 1923

“Le mie camminate, i miei viaggi sono stati e sono ancora oggi, in fondo, una fuga; non la fuga del cittadino, non la fuga da se stessi, l’eterna fuga dall’interiorità verso l’esterno, ma proprio il contrario: un tentativo di fuga da questo tempo, da questo tempo della tecnica e del denaro, della guerra e dell’avidità, da un tempo che pretende avere splendore e grandezza, ma che la parte migliore di me non può né accettare né amare, al massimo sopportare.”
Hermann Hesse

“Fuggì, malgrado che avesse preveduto che, fuggendo, si esponea al rischio di perdere la vita, della quale senza libertà non sapea qual uso fare; e forse egli non ragionò tanto, ma fuggì ascoltando solamente, come fanno i più vili animali, la semplice voce della natura. Se quel governo, dalla disciplina del quale egli fuggia avesse voluto, l’avrebbe sicuramente fatto arrestare in viaggio, ma non se ne curò e lasciò in tal guisa che il mal avveduto giovine andasse ad esperimentare che, per vaghezza di libertà, l’uomo si espone spesso a vicende assai più crudeli di una passeggera schiavitù.”
Giacomo Casanova, “Il duello”

“Pur se a digiuno di Verne e Jack London, scrutando il mondo dalla sua trincea di Harry Potter e di Lara Croft un ragazzino o un adolescente ha imparato che lo spirito d’avventura è il motore del gioco della vita. E se negli anni a venire, ricalcando le orme dei genitori, dovesse scoprire Dickens e Conrad e Sterne, o identificarsi in Holden Caulfield, in lui si rafforzerà l’idea che il movimento, l’irrequietezza, il viaggio, la fuga, l’accidente, l’avventura sono le sole occasioni che possono trarre l’essere umano dalle secche del conformismo sociale, e della noia personale. Farlo crescere, insomma.”
Michele Serra

« …quando mi consigliasti di diventare pittore pensai che fosse impossibile e non avrei più voluto sentirne parlare. Ma quando lessi un libro sulla prospettiva, ‘Guida all’ABC del disegno’ di Cassange, tornai sui miei passi, e una settimana più tardi disegnai l’interno di una cucina con la stufa, una sedia, un tavolo e una finestra – così com’erano -, mentre prima mi era sembrato che dare profondità e la giusta prospettiva in un disegno fosse opera di magia o puro caso.»
Vincent van Gogh in una lettera al fratello Theo che gli aveva suggerito di diventare pittore

“Tutto si può trovare
in mare
secondo lo spirito
che guida la ricerca.”
Joseph Conrad

“Se non sai mollare gli ormeggi al crepuscolo e gettare le ancore in acque sconosciute, se non impari a sentire familiari tutti i venti, anche quelli più selvaggi che fanno tremare gli infissi della finestra e scoperchiano i vecchi camini, non hai alcuna idea della vita.”
Ferruccio Masini, “Aforismi di Marburgo”

“Mi hai chiesto
per quale ragione
abito nelle colline
grigie: ho sorriso
ma non ho risposto,
perché i miei pensieri
bighellonavano
per conto loro;
come i fiori del pesco,
erano andati a spasso
in altri climi,
in altre terre
che non fanno parte
del mondo
degli uomini.”
Li Po

L’arte del tiro con l’arco non è un’abilità sportiva cui si giunge in grado più o meno elevato attraverso un esercizio. prevalentemente fisico, ma è una capacità che si acquisice attraverso l’esercizio mentale e che mira a colpire un bersaglio mentale.
«Così, l’arciere mira sostanzialmente a se stesso. In questo modo potrà riuscire a colpire il bersaglio: il suo io essenziale.»
Eugen HerrigelLo Zen e il tiro con l’arco (Zen in the Art of Archery)

“Non ci eravamo prefissati un itinerario ben preciso e neppure avevamo voluto prendere troppi contatti. Certo, avevamo alcuni amici sui quali contare in caso di emergenza, ma non volevamo che il nostro viaggio fosse il tipico e prevedibile giro turistico. La PAtagonia ci pareva talmente affascinante e misteriosa che preferivamo non essere preparati a quanto ci avrebbe potuto offrire. La cosa eccitante era proprio il non sapere tutto. Come succede quando si va all’appuntamento con una donna lungamente desiderata: non sono i programmi iniziali a garantire il fascino dell’incontro. Al contrario bisognerà improvvisare e la magia del momento sarà basata sulla sorpresa, sull’imprevisto.”
Mempo Giardinelli, “Finale di romanzo in Patagonia”

“Non c’è paradiso, non c’è inferno
vado dove cado.”
Christopher Isherwood

“Sapevo che
a un certo punto
di quel viaggio
ci sarebbero state
ragazze, visioni, tutto;
sapevo che
a un certo punto
di quel viaggio
avrei ricevuto
la perla.”
Jack Kerouac, “Sulla strada”

«Poche persone comprendono quale straordinaria conquista sia l’atto di vedere. Il contributo principale dei nuovi studi sull’intelligenza artificiale è stato non tanto quello di risolvere questi problemi di gestione delle informazioni, quanto quello di dimostrare come essi siano tremendamente ardui. Quando si riflette sul numero di calcoli che vanno compiuti prima di giungere a riconoscere anche solo una banale scena quotidiana, ad esempio una persona che attraversa la strada, si rimane attoniti davanti al fatto che una così straordinaria serie di operazioni dettagliate possa essere eseguita senza sforzo e in un tempo così breve.»
F.H.C. Crick – Thinking about the Brain

“Indiana, non sei più l’uomo che ho conosciuto dieci anni fa.”
“Non sono gli anni amore.
Sono i chilometri.”
Steven Spielberg, “I predatori dell’arca perduta”

“Sia che si intraprenda un giro breve, senza varcare i confini del proprio paese, sia che si intraprenda – attraverso il viaggio – un giro lungo io credo che queste azioni non si collochino su piani diversi del pensiero e dei sentimenti: in tutti e due i casi, gli approcci dispiegati e le forme di conoscenza mobilitate sono simili. Quel che cambia (e non è, naturalmente, cosa da poco) sono il grado e la profondità di penetrazione, la capacità – che si sperimenta e si costruisce solo andando lontano – di tornare a guardare il noi attraverso una nuova, più ricca e sfaccettata consapevolezza.”
Sandra Puccini, “Andare lontano. Viaggi ed etnografia nel secondo Ottocento”

“Il viaggiatore odierno, impacchettato in un jet, senza vedere niente nemmeno dal finestrino, piomba di colpo in Giappone mentre ha ancora addosso la camicia indossata a Roma o a Milano e la barba rasa a Roma non è ancora del tutto cresciuta oer una nuova rasatura… Nel 1931 si viaggiava ancora come nell’Ottocento. Per arrivare in India il piroscafo Pilsna del Lloyd Triestino ci metteva 15 giorni e altri 15 per tornare a Brindisi. Per raggiungere il Giappone il Gange impiegava un mese. Un altro mese per ritornare… Erano ancora paesi che si conquistavano dopo lunghi viaggi con lenti affascinanti scali divertentissimi e lontani l’uno dall’altro che davano la sensazione di quanto ci allontanassimo dal nostro paese.”
Ercole Patti, “Un lungo viaggio lontano”

«Ciò che emerge come tema principale… è che sembrano esistere due modalità di pensiero, una verbale e una non verbale, rappresentate rispettivamente dall’emisfero sinistro e dall’emisfero destro, in maniera piuttosto autonoma, e che il nostro sistema educativo, così come la scienza in generale, tende a trascurare la forma non verbale dell’intelletto. In poche parole, la società moderna ha un atteggiamento discriminante nei confronti dell’emisfero destro.»
Roger W. SperryLateral Specialization of Cerebral Function in the Surgically Separated Hemispheres, 1973

“Pensavo al luogo dove abitavo; a tutti i miei conoscenti, e non poco a te, amico mio, immaginando ciò che avresti fatto e detto, se avessi visto il tuo amico vagabondare in questo modo qui, tutto solo, del tutto ignoto, e in un paese straniero; e in quel momento sentii per la prima volta sul serio l’idea della distanza.”
Karl Phillip Moritz, “Viaggi di un tedesco in Inghilterra nel 1782”

“Penso talora che la bussola del mio geografo sia impazzita e che, credendo di procedere sempre verso il meridione, noi in realtà siamo forse andati girando su noi stessi, senza mai aumentare la distanza che ci separa dalla capitale; questo potrebbe spiegare il motivo per cui ancora non siamo giunti all’estrema frontiera. Ma più sovente mi tormenta il dubbio che questo confine non esista, che il regno si estenda senza limite alcuno e che, per quanto io avanzi, mai potrò arrivare alla fine.”
Dino Buzzati, “I sette messaggeri”

“Come il mare sono paziente,
in balia delle onde, apparentemente senza una
meta.
La gente del mondo ha tutta uno scopo;
io solo sembro strano e ostinato.
Io solo sono dall’altra gente diverso.”
Lao Tzu

«I dati indicano che l’emisfero minore, muto, è specializzato nella percezione della Gestalt, essendo la sua facoltà primaria quella di sintetizzare le informazioni che riceve. Invece, l’emisfero principale – quello parlante – sembra operare in un modo più logico, analitico, da computer. Il suo linguaggio non è in grado di compiere le sintesi rapide e complesse operate dall’emisfero secondario.»
Jerry Levy e R.W. Sperry, 1968
[Gestalt – Importante indirizzo della psicologia moderna sorto agli inizi del XX sec., secondo il quale ogni percezione si presenta all’esperienza come un tutto unico, come una struttura definitiva avente una sua forma individuale, e non come una giustapposizione di unità elementari].

“Eugenio dovette esibire un’aria scoraggiata, perché il signor Li disse, in tono esageratamente convincente: «Non si preoccupi, la ritroverà. A volte non bisogna saperne troppo per raggiungere la meta prefissata. Stia pur certo che, se gli insegnasse la geografia, il piccione viaggiatore non arriverebbe mai a destinazione».”
Christian Garcin, “Il volo del piccione viaggiatore”

“La geografia
è più importante
della storia
perché la contiene.”
Guillermo Cabrera Infante

“Viaggiamo pel mondo intero guardando una carta geografica, senza spendere un soldo, senza patir né caldo né freddo, né fame né sete.”
Miguel de Cervantes, “Don Chisciotte della Mancia”

Modi paralleli di conoscenza
intelletto – intuizione
convergente – divergente
digitale – analogico
secondario – primario
astratto – concreto
orientato – libero
propositivo – immaginativo
analitico – relazionale
lineare – non lineare
razionale – intuitivo
consequenziale – multiplo
analitico – sintetico
oggettivo – soggettivo
successivo – simultaneo
J.E. BogenSome Educational Aspects of Hemispheric Specialization, 1975

“Le mappe non solo fanno conoscere il mondo, ma fanno venire voglia di percorrerlo. Spero non ci sia nei prossimi anni una tale paralisi nei trasporti da obbligarci a tornare a viaggiare esclusivamente sugli atlanti. Viene voglia di girare il mondo anche se le mappe sono false. Certe volte vale proprio la pena di far carte false. Alcuni grandi avvenimenti della nostra storia hanno potuto realizzarsi perché qualcuno aveva tra le mani delle mappe sbagliate. A cominciare da Cristoforo Colombo che immaginava il globo più piccolo di quanto è. E partì grazie a una menzogna, che raccontava forse anche a se stesso, perché aveva voglia di partire.”
Umberto Eco

“Un atlante non si limita a farti vedere dove sei, dove vuoi andare e come ci puoi arrivare: accende anche la tua immaginazione. Le carte geografiche con fiumi, montagne, città, paesi, regioni lontane, oceani e continenti possono suscitare delle sensazioni intense. Un atlante combina la realtà con la fantasia. Le carte geografiche evocano il viaggio, i luoghi esotici e il fascino dell’ignoto. Senza una mappa non ci sarebbe modo di sapere esattamente dove ci si trova. Non c’è un qui senza un là. Senza mappa non c’è mondo.”
Louise Van Swaaij e Jean Klare, “Atlante del mondo interiore”

“Prua verso il mare!
Al diavolo il tesoro!
E’ l’incanto del mare
che mi ha dato
alla testa.”
Robert Louis Stevenson, “L’isola del tesoro”

Il dualismo di yin e yang
Yin – Yang
femminile – maschile
negativo – positivo
luna – sole
oscurità – luce
arrendevolezza – aggressività
lato sinistro – lato destro
caldo – freddo
autunno – primavera
inverno – estate
inconscio – conscio
emisfero destro – emisfero sinistro
emotività – raziocinio
da I Ching o Il Libro dei mutamenti (testo cinese taoista)

“Il mare è tutto azzurro.
Il mare è tutto calmo.
Nel cuore è quasi un urlo
di gioia. E tutto è calmo.”
Sandro Penna

“Il mare era lì davanti alla spiaggia con i suoi cavalloni e le sue balene, con il suo indaco, l’azzurro e il verde fango. Il mare era grande e sperduto e inutile e salato. Il mare era la vastità di destini che non ci competeva.”
Maurizio Maggiani, “Un contadino in mezzo al mare. Viaggio a piedi lungo le rive da Castelnuovo a Framura”

“Vorrei donarti – e forse non basta –
il sibili del vento che ora si leva,
i lidi battuti dal mare,
la voce dei fiumi su le petraie delle valli.”
Virgilio, “Bucoliche”

«L’emsifero sinistro analizza nel tempo, mentre l’emisfero destro sintetizza nello spazio.»
Jerre Levy Psychobiological Implications of Bilateral Asymmetry, 1974

“Vieni mio diletto, usciamo alla campagna, pernottiamo nei villaggi: di buon mattino andremo nei vigneti, vedremo se gemma la vite, se sbocciano i fiori, se fioriscono i melograni: là ti darò i miei amori.”
Cantico dei Cantici

“Una volta riconosciuto che il bisogno di bellezza esiste e va onorato, ma che la natura fisica degli scenari naturali non è l’unico luogo in cui lo si possa soddisfare, a quel punto riprenderemo l’anima nelle nostre mani, con la consapevolezza che la sua sorte non è soltanto data, ma si fa: si fa lavorando con lei nel mondo concreto, così che il mondo concreto rifletta il bisogno di bellezza dell’anima.”
James Hillman, “Anima mundi”

“Il paesaggio
è pieno di destino.
Non esiste di per sé,
è fatto
dagli esseri umani
e li fa.”
William Trevor

«Ogni atto creativo comporta… una rinnovata innocenza, liberata dalle pressioni del comune pensare.»
Arthur KoestlerI sonnambuli, 1959

“La natura è un posto che allude a un’assenza di noi. In montagna mi ritrovo come uno che sbircia il suo passato remoto e il futuro, un invitato abusivo che dal buco della serratura vede il mondo senza la sua specie. Per questo in montagna cerco di non fare rumore, perché sono un non invitato.”
Erri De Luca

“Mi piace essere un corpo che ormai invecchia. Posso guardare le montagne senza il desiderio di scalarle. Quand’ero giovane le avrei volute conquistare. Ora posso lasciarmi conquistare da loro. Le montagne, come il mare, ricordano una misura di grandezza dalla quale l’uomo si sente ispirato, sollevato. Quella stessa grandezza è in ognuno di noi, ma lì ci è difficile riconoscerla. Per questo siamo attratti dalle montagne. Per questo, attraverso i secoli, tantissimi uomini e donne sono venuti quassù nell’Himalaya, sperando di trovare in queste altezze le risposte che sfuggivano loro restando nelle pianure.
Continuano a venire.”
Tiziano Terzani, “Lettere contro la guerra”

“Mentre viaggiavano verso Jebel al Qaz-Az sotto una pioggia da tarda primavera, i nomadi erano fradici e quasi storditi. Dietro di loro, a quote più basse, l’erba stava già ingiallendo e inaridendo, non più foraggio per armenti ma per incendi spontanei; più avanti, non era da escludere che i passi di montagna fossero ancora ostruiti dalla neve. Quali che fossero le ansie della carovana, a ogni modo venivano lavate via dall’acquazzone. In un paese come quello, l’altro nome della speranza è pioggia.”
Tom Robbins, “Feroci invalidi di ritorno dai paesi caldi”

«Alla soglia dei quarant’anni feci un sogno singolare nel quale afferrai quasi il significato e compresi la natura di quel che va perso nella perdita di tempo.»
Cyril ConnollyThe Unquiet Grave: A Word Cycle by Palinurus, 1945

“Che il turista sia pure ben protetto contro le disavventure; ma l’autentico viaggiatore non sentirà di aver speso bene il proprio denaro, se non riporta a casa una qualche cicatrice.”
Lawrence Durrell

“Il turista è un visitatore frettoloso che preferisce i monumenti agli esseri umani.”
Tzvetan Todorov, “Noi e gli altri”

“Un turista è una persona temporaneamente libera, che, intenzionalmente, visita un luogo lontano da casa, con il proposito di sperimentare un cambiamento.”
Valene L. Smith, “L’antropologia del turismo”

«Per rendere possibile la sopravvivenza biologica, l’Intelletto in Genere deve essere filtrato attraverso la valvola riducente del cervello e del sistema nervoso. Ciò che viene fuori all’altro capo è il misero rigagnolo della specie di coscienza che ci aiuterà a vivere sulla superficie di questo particolare pianeta. Per formulare ed esprimere il contenuto di questa ridotta consapevolezza, l’uomo ha inventato ed elaborato all’infinito quei sistemi di simboli e di implicite filosofie che chiamiamo lingue.»
Aldous Huxley – Le porte della percezione

“La distinzione tra turista e viaggiatore, francamente, non ha più senso. E’ pur vero che da un viaggiatore accorto ci si attende una maggiore sensibilità per l’ambiente, se non per i rapporti umani. Una sensibilità che non si può ancora pretendere da quell’esercito di “forzati delle vacanze” che ogni estate i telegiornali ci propinano con rinnovato e un po’ compiaciuto sgomento. Ma capita che i rapporti si invertano: paradossalmente, è più sostenibile una vacanza alla Fantozzi, in Africa per fotografare i leoni, di un viaggio alla Hemingway, che di leoni fece strage. Di sicuro, il tormentone della differenza tra il banale turista e l’eroico viaggiatore, se resiste, serve a qualcosa. Per esempio a illudere la clientela, per venderle sogni. E arriviamo così alle soglie del turismo contemporaneo. Ovviamente facciamo tutti turismo, compresi gli antropologi “sul campo” e i giornalisti di viaggio o di turismo, che dir si voglia, i quali di solito se ne tirano sdegnosamente fuori.”
Duccio Canestrini, “Andare a quel paese”

Se esiste un angolo d’inferno destinato ai turisti, è sicuramente lastricato di istruzioni per il viaggio.”
Antoni Maczak

“Sulle prime, non cercai una libertà fatta di vacanze, di momenti liberi: non c’è esistenza ben regolata che non ne abbia, e chi non sa trovarseli, non sa vivere.”
Marguerite Yourcenar, “Memorie di Adriano”

Sigmund Freud, Hermann von Helmholtz e il poeta tedesco Schiller facevano confusione tra destra e sinistra. Freud scrisse a un amico:
«Non so se è ovvio per le altre persone quale sia la destra e quale la sinistra. Nel mio caso, devo sempre pensare a qual è la destra; nessun istinto me lo suggerisce. E, per esserne sicuro, devo immaginare di compiere alcuni movimenti con la mano, come se dovessi scrivere.»
Sigmund FreudThe Origin of Psychoanalysis

Anche un personaggio meno eccelso aveva lo stesso problema:
«Pooh si guardò le zampe. Sapeva che una era la destra, e sapeva anche che non appena avesse deciso quale delle due fosse la destra, l’altra era la sinistra, ma non riusciva a ricordare da dove doveva cominciare. ‘Bene’, disse lentamente… »
A.A. MilneThe House at Pooh Corner

“In questi frangenti l’assenza del padre è una costante. Dipendeva dal suo lavoro, chiaramente. Un etnologo deve viaggiare. Ma è possibile che un padre sia sempre lontano quando una figlia ha la febbre, quando prende la tosse asinina, quando mette il primo dente o affronta il suo primo giorno di scuola? Ed è davvero solo la natura che spinge una donna a tenere per tutta la notte la mano sull’orecchio malato della figlia?”
Dacia Maraini, “La nave per Kobe. Diari giapponesi di mia madre”

“Guardai Blas e Claudio seduti vicino a me, e compresi in un certo senso, che cos’è l’amicizia: è una presenza che non ti evita di sentirti solo, ma rende il viaggio più leggero.”
David Trueba, “Quattro amici”

“Quando si viaggia troppo in fretta, si scambiano gli abusi per le leggi del paese.”
Voltaire, “Lo schiocchezzaio”

E ora se per caso metter dovessi
le dita nella colla
o schiacciar con forza un piede destro
dentro una scarpa sinistra…
Lewis CarrollUpon the Lonely Moor, 1856

“Le prolisse passeggiate mi ispirano mille pensieri fruttuosi, mentre rinchiuso in casa avvizzirei e inaridirei miseramente. L’andare a spasso non è per me solo salutare, ma anche profittevole., non è solo bello, ma anche utile. Una passeggiata mi stimola professionalmente, ma al contempo mi procura anche uno svago personale; mi consola, allieta e ristora, mi dà godimento, ma ha anche il vantaggio di spronarmi a nuove creazioni, perché mi offre numerose occasioni concrete, più o meno significative, che, tornato a casa, posso elaborare con impegno. Ogni passeggiata è piena di incontri, di cose che meritano d’esser viste, sentite. Di figure, di poesie viventi, di oggetti attraenti, di bellezze naturali brulica letteralmente, per solito, ogni piacevole passeggiata, sia pur breve.”
Robert Walser, “La passeggiata”

“In mezz’ora raggiungo punti della terra dove non è possibile all’uomo mettere radici e dove dunque non può esservi politica.”
Henry David Thoreau, “Camminare”

“Un passo
alla volta
mi basta.”
Mahatma Gandhi

Problema: «Se un disegno merita mille parole, possono mille parole spiegare un disegno?»
Michael StephanA transformational Theory of Aesthetics, 1990

“Vado al paese dell’arcobaleno e camminando ciondolo le braccia.”
Anonimo nativo americano Pima

“Esota, colui che, Viaggiatore-nato, nei mondi dalle meravigliose diversità, sente tutto il sapore del diverso.”
Victor Segalen

“Viaggiamo in cerca di pietre, paesaggi e persone. L’architettura emette segnali e marca percorsi per il turista o per il viaggiatore. Secondo Paul Bowles, il turista sa quando comincia e quando finisce il viaggio, il viaggiatore invece sa soltanto quando inizia…
Ogni paese è la sua gente, e se il turista oltrepassa questa evidenza può ritornare alla sua terra con gli occhi pieni di monumenti, paesaggi e ricette di cucina, il viaggiatore ha il dovere di capire gli abitanti, se vuole capire il paese.”
Manuel Vazquez Montalbàn

«Il concetto da cui noi partiamo è quello di un qualche genere di ‘consapevolezza’ di base, di ‘sapere’, ‘avvertire’, ‘avere la cognizione’ o ‘riconoscere’ che qualcosa sta succedendo. Questo è un dato teorico e sperimentale fondamentale. Non sappiamo scientificamente quale sia la natura ultima della consapevolezza, ma essa è il nostro punto di partenza».
Charles T. TartAlternate State of Consciousness, 1975

“Mi interessa di più la gente che abita il paesaggio che il paesaggio in sé. Posso stare a contemplare una scena per un quarto d’ora; ma subito corro a parlare con il pastore o il tagliaboschi di quella scena.”
Federico Garcìa Lorca

“La città è la sua gente.”
Tucidide

“Ovunque tu vada, adotta la religione del luogo.”
Giordano Bruno

«Il fine di dipingere non è fare un dipinto, per quanto poco logico possa sembrare… Lo scopo che sta dietro ogni autentico lavoro artistico è il raggiungimento di uno ‘stato d’essere’, uno tato di elevata attività, più che un normale momento dell’esistenza. [Il dipinto] non è che un sottoprodotto, una traccia, l’impronta dello stato.»
Robert Henri – The Art Spirit, 1923

“Se ti fermi a riflettere un momento, il turismo è un fenomeno davvero strano. Milioni di persone che attraversano il mondo per andarsene a zonzo in città sconosciute. Il turismo è l’ultima vestigia sopravvissuta alle grandi migrazioni dell’Età del Bronzo.”
James G. Ballard, “Super Cannes”

“Londra mi attira di continuo, mi stimola, mi offre spettacolo e poesia senza nessuna fatica, se non quella di muovere le gambe.”
Virginia Woolf

“In teoria Gerusalemme dovrebbe essere per gli Ebrei quello che Londra è per gli inglesi, ma nello East End di Londra si trovano più Ebrei che in tutto questo paese, perché Londra gli inglesi non sanno tenersela nel cuore, è troppo pesante e diventa sempre più pesante, mentre l’Ebreo sa tenersi Gerusalemme nel cuore e vagare per il mondo, e più aumenta il numero di coloro che la tengono nel cuore, più Gerusalemme si fa leggera.”
Abraham B. Yehoshua, “Il signor Mani”

«La nostra normale coscienza di veglia – coscienza razionale, come noi la chiamiamo – non è che un particolare tipo di coscienza, ma tutto intorno a essa, separate da essa dal più sottile dei diaframmi, vi sono forme potenziali di coscienza totalmente differenti. Possiamo vivere tutta una vita senza sospettarne l’esistenza, ma basta il minimo stimolo del tipo giusto, ed eccole destarsi in tutta la loro completezza, tipi di mentalità ben precisi che da qualche parte hanno probabilmente un loro campo di applicazione e di impiego.»
William JamesLe varie forme dell’esperienza religiosa, 1902

“Un battere sui vetri lo fece voltare verso la finestra. Aveva ripreso a nevicare. Assonnato guardava i fiocchi neri e argentei cadere di sbieco contro il lampione. Era venuto il momento di mettersi in viaggio verso l’ovest.”
James Joyce, “Gente di Dublino”

“New York era la città dei miei sogni ma ora che sono qui i sogni son finiti e New York non è per niente come me l’aspettavo.”
Frank McCourt, “Che paese, l’America”

“Le contraddizioni abbondano, certo, ma è proprio questo il punto. Se la varietà è il pepe della vita, allora è probabile che Amsterdam ti bruci la bocca. Respira profondamente…”
Guida Time Out, “Amsterdam”

«Ho immaginato che nell’Essere Umano fossero possibili diversi stati fisici e vari gradi di coscienza, come segue:
a) lo stato normale, in cui egli non avverte la presenza degli Esseri Fatati;
b) lo stato ‘strano’ in cui, oltre a essere cosciente del mondo circostante, egli avverte ‘anche’ la presenza degli Esseri Fatati;
c) una specie di trance in cui ‘non’ è cosciente della realtà circostante e, in un sonno apparente, egli (cioè la sua essenza immateriale) migra verso altri scenari, nel mondo reale o in quello fatato, ben consapevole della presenza degli Esseri Fatati.»
Lewis CarrolIntroduzione a Sylvie e Bruno

“Ricomnciare tutto domani a Parigi.”
Alberto Giacometti

Ho pressoché sorvolato le montagne tirolesi; ho visitato bene Verona, Vicenza, Padova e Venezia, di sfuggita Ferrara, Cento e Bologna, e Firenze, si può dire, non l’ho veduta. L’ansia di giungere a Roma era così grande, aumentava tanto di momento in momento, che non avevo tregua, e sostai a Firenze solo tre ore. Eccomi qui adesso tranquillo e, a quanto pare, placato per tutta la vita.”
Johann Wolfgang Goethe, “Viaggio in Italia”

“Ritornando in Italia, ho provato di nuovo un’impressione più forte di quella che ebbi la prima volta per lo stridente contrasto fra la fecondità del suo grande periodo di fioritura artistica e la banalità del genio attuale. Bastano le prime ore trascorse sul suolo italiano a farla nascere, e il problema cui alludo è, dal punto di vista storico, uno dei più strani e inspiegabili. Esso sta tutto nelle vicende di un popolo che appena tre secoli fa possedeva il gusto più raffinato, ed oggi invece ne manifesta uno pessimo; nel fatto che, dopo aver prodotto le opere più nobili, più amabili, più preziose, oggi possa abbassarsi a fabbricare oggetti a un tempo orribili e di nessun valore.”
Henry James, “Ore italiane”

«So bene da me che solamente in lievi attimi mi è concesso dimenticare me stesso nel mio lavoro… Il pittore-poeta sente che la sua essenza vera immutabile parte dall’invisibile che gli offre un’immagine dell’eterno reale… Sento che non sono io nel tempo, ma che è il tempo in me. Posso anche sapere che codesto arcano dell’arte non mi è dato risolverlo in maniera assoluta, tuttavia mi vien quasi fatto di credere che sto per mettere le mani sulla divinità.»
Carlo CarràIl quadrante dello spirito

“La baia di Napoli
è veramente
un pezzo di cielo
caduto in terra.”
James Fenimore Cooper

“Dolcezza del sud,
qualunque esso sia.”
Alberto Moravia, “Viaggi”

“Più nessuno
mi porterà nel sud.”
Salvatore Quasimodo

Un’esperta d’arte infantile, Miriam Lindstrom del San Francisco Art Museum, ha così descritto la situazione dell’adolescente:
«Insoddisfatto dei propri risultati e molto desideroso che i suoi disegni piacciano agli altri, tende a rinunciare alla creazione originale e all’espressione personale… L’ulteriore sviluppo delle sue capacità di visualizzazione, e anche della sua capacità di elaborare pensieri originali nonché di rapportarsi, attraverso emozioni personali, al suo ambiente, può arrestarsi in questa fase. Si tratta di una fase critica che molti adulti non hanno superato.»
Miriam LindstromChildren’s Art, 1957

“Come tutti coloro che sono nati al Nord, ho sentito l’attrazione del Sud e mi ci sono trasferito. Il Sud, per un nordico, è il paesaggio ideale. Ma la radice resta ed è quella dei luoghi che ti hanno generato. Così torno con la mente al mio bosco, non assediato dai rovi, con grandi piante protagoniste e spazi nei quali camminare… Da bambino parlavo più tedesco che italiano, quindi risalirei verso il centro Europa, dove il bosco era vita. Ma poi, ancora una volta, migrerei al Sud, verso quella luce che per noi vecchi è segno di continuità. Me ne andrei in Corsica, o inseguirei la lavanda della Provenza. E poi ancora più a Sud, verso i luoghi di Stevenson. Lo inseguirei nelle sue isole lontane, alla ricerca di un paradiso che finalmente mi plachi.”
Ippolito Pizzetti

“Verso Sud, l’ultimo dei paesi è l’Arabia, l’unica fra tutte le regioni del mondo che produca incenso, mirra, cassia, cinnamono e laudano… Dal paese di Arabia spira un profumo di una dolcezza straordinaria.”
Erodoto, “Storie”

“Tra i primi dettagli architettonici a colpire il mio occhio c’erano i pinnacoli dei terrazzi. I più significativi di questi ornamenti avevano un andamento di altalenante dentellatura, che appariva ancor più sorprendente se vista dalla strada. Da lì, i profili mutevoli di queste dentellature bianche parevano innestarsi nel cielo. Mi hanno spiegato poi che con ciò s’intende congiungere il cielo con la terra. Ma in quel momento, assistendo per la prima volta al sorgere dell’aurora sulla città, riuscii a intuire già perfettamente il simbolismo di unificazione espresso dai pinnacoli. Nessuno mi aveva detto quanto tutto ciò potesse ammaliare lo spettatore. Ero impreparato all’incanto di San’a e, colto per così dire di sorpresa, mi sentii come sbilanciato, sedotto senza lottare.”
Eric Hansen, “In viaggio con Mohammed”

«I disegni ‘a scarabocchio’ di ogni bambino indicano chiaramente come i loro autori siano totalmente presi dalla sensazione che la mano e la matita percorrano la superficie senza alcuna meta, lasciandosi dietro una linea. Già in questo deve esserci qualcosa di magico.»
Edward Hill The Language of Drawning, 1966

“No, gli uomini bianchi non li abbiamo mai uccisi né mangiati. Solo una volta un missionario europeo riuscì a raggiungere il nostro villaggio di Moveto. Mi chiese di seguirlo al suo accampamento, ma io rifiutai. Il capo tribù mi disse di non andare, di non seguire mai un uomo dalla pelle bianca perché era solo un’illusione, una forza spiritica.”
Mitisu Anoto, tribù Magutu Papua Nuova Guinea

Link a “PAPALAGI.pdf” – Discorsi del Capo Tuiavii di Tiavea delle Isole Samoa

“Da qualche secolo e in rapido crescendo, si produce falsa ricchezza per sfuggire a false povertà. Di tale falsa ricchezza si può anche perire, come di sovrappeso, sovramedicazione, surriscaldamento, ecc. Falso benessere come liberazione da supposta indigenza è la nostra malattia del secolo, nella parte ‘sviluppata’ del pianeta.”
Alexander Langer, “Il viaggiatore leggero”

“Per quanto ricchi e potenti fossero, i figli dell’Occidente ignoravano il cammino che conduce verso se stessi.”
Driss Chraibi

“I peggiori, i razzisti, gli apologeti
del mercato come valore assoluto,
loro no.
Ma della Terra
sono amici i poeti.”
Giuseppe Conte, “Non è tardi”

«Il pittore che si sforzi di rappresentare la realtà deve trascendere la propria percezione. Deve ignorare o reprimere gli stessi meccanismi della sua mente che creano oggetti dalle immagini… L’artista, come l’occhio, deve fornire immagini vere e dare l’idea della distanza, per raccontare le sue magiche bugie.»
Colin Blakemore – I meccanismi della mente, 1977

“I no global sono quelli che, d’improvviso, sono scesi dal treno. Il West gli puzzava. E sono scesi. E hanno detto che la nuova frontiera non è la loro nuova frontiera. E’ un sogno di altri. E un sogno nemmeno tanto pulito.”
Alessandro Baricco, “Next. Piccolo libro sulla globalizzazione e sul mondo che verrà”

“Come suggeriscono queste costruzioni futuribili, i grandi sponsor e la cultura che hanno marchiato con i loro logo si sono fusi per creare una terza cultura: un universo autoreferente di persone-marchio, prodotti-marchio e mezzi di comunicazione-marchio.”
Naomi Klein, “No logo”

“Possiamo parlare di scontro tra due civiltà? E’ un’espressione alla moda, ma non ha senso… dove si trova esattamente la linea di demarcazione tra le civiltà?”
Noam Chomsky, “11 settembre. Le ragioni di chi?”

«Quando il bambino comincia a disegnare qualcosa di più che semplici scarabocchi, cioè all’età di tre o quattro anni, la sua memoria e il suo procedimento grafico sono già dominati da un insieme consolidato di conoscenze concettuali formulate in termini linguistici… Un disegno è così un resoconto grafico di un processo essenzialmente verbale. Man mano che la sua formazione verbale diventa dominante, il bambino abbandona i suoi tentativi grafici per affidarsi quasi totalmente alle parole. Il linguaggio, dopo aver contaminato il disegno, finisce per sopraffarlo completamente.»
Karl Buhler, 1990

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Uno scarabocchio

“Vivendo in terra di poesia, tra le parole, abitato dal mio popolo e dall’idea di uomo, contrario al principio della guerra, non immagino come l’essere umano, e soprattutto il poeta, potrebbe vedervi la migliore soluzione a un problema qualsiasi. La poesia rende più bella, meno effimera e meno miserabile la vita sulla terra. La guerra, lotta collettiva, proviene dallo spirito del branco e fa regredire l’uomo verso la barbarie e la crudeltà. Oggi temo che la democrazia occidentale si trasformi in ‘democrazia selvaggia’. Temo che qualunque guerra l’Occidente si trovi a combattere contro il mondo arabo non sia altro che l’esplosione di un complesso storico e religioso per lungo tempo rimosso: ‘Annientate i figli di Babilonia, i figli dell’Oriente…’. E ho il timore che l’incomprensione reciproca che si è sviluppata tra il mondo arabo e il mondo occidentale ci porterà verso un’epoca in cui la sola soglia da varcare, per entrare nel futuro, sarà quella della preghiera e della spada.”
Adonis, “La preghiera e la spada”

“Lo sviluppo del turismo potrebbe diventare un’opportunità per valorizzare i molti nostri passati, le molte nostre storie ed eredità, ma al tempo stesso un modo per poter consapevolmente partecipare a una cultura in grado di uscire da se stessa per comunicare con le molte diversità che oggi sono in contatto tra loro a livello reale e virtuale.”
Matilde Callari Galli,Lo sguardo antropologico sul turismo”

«L’arte è una forma di consapevolezza sommamente fine… un’unione totale; è la condizione in cui si è tutt’uno con l’oggetto… Il quadro deve venire totalmente da dentro l’artista… E’ l’immagine che vive nella sua coscienza: viva come una visione, ma sconosciuta.»
D.H. Lawrence a proposito della sua pittura

“Da sempre anime inquiete trovano nel viaggio un momento in cui la vita vibra a frequenze inconsuete. L’inaspettato, lo sperdersi, ci fa sentire più vivi, attiva i sensi, sconquassa i pregiudizi. Lo spaesamento rompe gli schemi mentali in cui incaselliamo il mondo… Si incontrano nuovi odori, nuovi sapori, cambiano le regole del gioco. Dobbiamo imparare molto, nulla è più scontato, neppure prendere un autobus o ordinare un piatto al ristorante. Nessuno ci conosce, nessuno connette il nostro volto a una storia, a un nome. La vecchia identità non funziona più, veniamo visti e guardati in modo nuovo, vediamo e guardiamo in modo nuovo. Può essere un momento per cercare un io più vero, più profondo, oltre i trucchi e le convenzioni. Oppure possiamo provare trucchi diversi, altre maschere, e in una libertà eccitante ben al di là di ogni carnevale esplorare altre vite possibili.”
Andrea Bocconi, “Viaggiare e non partire”

“Secondo un’antica tradizione sapienziale orientale esistono tre tipi di viaggiatori. C’è chi procede coi piedi: i suoi passi s’impolverano su piste assolate, s’inerpicano su erte scoscese, si riposano in valli, oasi e locande. Costoro sono i mercanti, i cui percorsi sono comandati da scopi e interessi precisi e il cui viaggio è sempre e solo un transito. C’è, poi, chi avanza per strade e villaggi con gli occhi: costui vuole scoprire e sapere, penetrare in città operose o abbandonate, ricostruendone la storia, sostare in antichi castelli, perdere lo sguardo negli arabeschi di un dipinto o di un bassorilievo, contemplare l’orizzonte luminoso di un panorama. Costoro sono i sapienti. C’è, infine, un terzo tipo di viaggiatore: è chi cammina col cuore. Egli non si accontenta di procedere, visitare, sapere, ma vuole vivere con gli uomini e le donne delle regioni attraversate, ascoltarli e parlare con loro e – come dice un aforisma arabo – ‘mettere in luce la perla segreta di Dio’ che dappertutto s’annida.”
Gianfranco Varasi

«Coltivando il suo Osservatore l’individuo può riuscire in misura notevole a osservare in sé i diversi stati di identità, che un osservatore esterno spesso coglie assai distintamente; ma chi non ha sviluppato questa facoltà, questo Osservatore, può non accorgersi mai dei numerosi passaggi da uno stato di identità all’altro.»
Charles T. Tart Alternate State of Consciousness, 1977

“Ora so che gli uomini sono creature di consapevolezza, coinvolte in un viaggio evolutivo di consapevolezza, che in realtà non conoscono la propria esistenza e sono colmi di incredibili risorse che non utilizzano mai.”
Carlos Castaneda, “Tensegrità. I sette movimenti magici degli sciamani dell’antico Messico”

“Ricerca delle origini o fuga nel futuro, indagine su un ‘altro’ politico che funga da esempio esportabile ma sempre e comunque quest al di là dei confini imposti, delle verità date, delle certezze acquisite, lo spostamento è ancora il simbolo di quel passaggio dalla necessità alla libertà che, lungi dall’essere arrivato a un approdo, non può e non deve finire, neppure oggi che tutto sembra irreparabilmente identico e uniforme, che le linee di demarcazione si fanno sempre più sbiadite, che un sistema politico ed economico ha la pretesa di mostrarsi e imporsi come il migliore dei sistemi possibili.”
Gaia De Pascale, “Scrittori in viaggio”

«Per sgombrare la mente di tutti i pensieri e riempire il vuoto con uno spirito più grande si deve estendere la mente in un regno che non è accessibile ai processi convenzionali della ragione.»
Edward HillThe Language of Drawing, 1966

“Ci dobbiamo ‘rimediterraneizzare’ come cittadini della comunicazione, del contatto ma anche della complessità. L’unica religione che dobbiamo sentire in noi è quella che ci lega – profanamente – gli uni agli altri. E bisognerà liberarsi dai complessi verso il Nord che ha iper-sviluppato il suo modello di pensiero riduttivo, quantitativo, disgiuntivo: è fatto per gestire solo la prosa della vita. La prosa, però, fa sopravvivere; la poesia è, invece, vivere: un pensiero meridionale integra, in se stesso, poesia e arte di vivere. Di questo, il Mediterraneo ha bisogno: di un pensiero complesso che colleghi insieme, riconosca e difenda le qualità della vita, le sue identità: arte di vivere, saggezza, poesia, comprensione.”
Edgar Morin

“La luce acquista una qualità trascendente: non è solo la luce del Mediterraneo, è qualcosa di più, qualcosa di insopportabile, qualcosa di sacro. Qui la luce penetra direttamente nell’anima, apre le porte e le finestre del cuore, sei nudo, esposto, isolato in una beatitudine metafisica che rende tutto chiaro senza che sia conosciuto.”
Henry Miller, “Il colosso di Murassi”

«Non basta vedere: è necessario un contatto nuovo, vivo, fisico con l’oggetto che si vuole disegnare, un contatto che coinvolga il maggior numero possibile di sensi e soprattutto il tatto.»
Kimon NicolaidesThe Natural Way to Draw, 1941

“Mia cara, credo che il diametro di quest’isola non superi i cinquanta chilometri, al massimo. C’è una strada costiera che la gira tutta in tondo, stretta, spesso a picco sul mare, altrimenti pianeggiando in coste brulle che scendono a solitarie spiaggette di ghiaia orlate di tamerici bruciate dal salino, e in alcune a volte mi fermo. Da una di queste ti parlo, a bassa voce, perché il meriggio e il mare e questa luce bianca ti hanno fatto chiudere le palpebre, stesa qui accanto a me, vedo il tuo seno che si solleva al ritmo pausato della respirazione di chi sta dormendo e non voglio svegliarti. Come piacerebbe questo luogo a certi poeti che conosciamo, perché è così scabro, essenziale, fatto di pietre, montagnole brulle, spini, capre. Mi è perfino venuto a pensare che quest’isola non esista, e di averla trovata solo perché la stavo immaginando. Non è un luogo, è un buco: intendo della rete. C’è una rete nella quale pare sia ormai impossibile non essere catturati, ed è una rete a strascico. In questa rete io insisto a cercare buchi.”
Antonio Tabucchi, “Si sta facendo sempre più tardi. Romanzo in forma di lettere”

“Isola dove sognano i nostri sogni
lasciaci alfine partire
liberaci dalla tua seduzione
assurdo miraggio di luce
ordito da invisibili fili.”
Fadwa Tuqan

«Io, che procedevo alla cieca, ho condotto me stesso a vedere. Ho visto. E sono rimasto stupito e incantato da ciò che ho visto, e ho desiderato di identificarmici…»
Max Ernst, 1948

6. The Fireside Angel

Max Ernst – The Fireside Angel, 1937 Oil on canvas 44 7/8 x 57 ½ in (114 x 146 cm) Private collection © 2004 Artists Rights Society (ARS), New York/ADAGP, Paris

“L’isola replica una fantasia degli inizi dell’uomo. Il feto – castello dell’ego e fortezza dell’anima – per i primi nove mesi di vita è in effetti un’isola, completamente circondata da un fossato amniotico e collegata alla terraferma da un ombelico… Le isole sono anche luoghi erotici, avendo un’aria di extralegalità, extraterritorialità, lontane dalla vista e dalla censura… L’isola è dunque la perfetta espressione territoriale dell’ego.”
James Hamilton-Paterson, “Sette decimi”

“Vi è qualcosa in una piccola isola che appaga il cuore dell’uomo.”
Ronald M. Lockley

“Un’isola non dev’essere necessariamente molto lontana dalla riva o molto grande per realizzare la sua vera funzione: stringerci in un cerchio d’acqua e recidere per un po’ i legami che ci tengono avvinghiati alla nostra vita.”
Bill Holm, “Isole”

«Nella prosa, la cosa peggiore che uno possa fare con le parole è arrendersi a esse. Quando si pensa a un oggetto concreto si pensa senza parole, poi, se si vuole descrivere l’oggetto visualizzato, probabilmente si andrà in cerca di parole finché si saranno trovate quelle giuste, cioè quelle più calzanti. Quando invece si pensa a qualcosa di astratto, si è più inclini a usare le parole sin dall’inizio e, salvo che non ci si sforzi in modo cosciente di evitarlo, il lessico esistente si precipiterà a sottrarvi il compito, anche a costo di rendere più confuso, o addirittura di stravolgere, il significato originario. Probabilmente la cosa migliore è rimandare l’uso delle parole finché si può e chiarirsi il più possibile le idee su ciò che si vuole esprimere mediante immagini o sensazioni.»
George OrwellPolitics and the English Language, 1968

“Già da un mese stavo errando attraverso quell’isola magnifica, con la sensazione di trovarmi in capo al mondo. Nessun albergo, nessun locale pubblico, nessuna strada. Per mezzo di sentieri da muli, si possono raggiungere quei paesetti inerpicati sul fianco delle montagne, sospesi su abissi tortuosi dal fondo dei quali si sente salire, la sera, il rombo continuo, la voce sorda e profonda del torrente. Si bussa alle porte delle case. Si chiede ospitalità per la notte e di che vivere sino al giorno dopo. E ci si siede all’umile tavola, e si dorme sotto l’umile tetto; e al mattino, si stringe la mano tesa dell’ospite che ci ha accompagnati sino all’uscita del paese.”
Guy de Maupassant, “I racconti del giorno e della notte”

“La terra, il cielo, il mare. Bisogna vederli tutti e tre. Dopo, uno sta tranquillo.”
Luigi Malerba

«Secondo il mio modo di vedere, l’espressione non è la passione riflessa da un volto umano o rivelata da un gesto violento. L’intera composizione dei miei quadri è espressiva. Lo spazio occupato dalle figure e dagli oggetti, gli spazi vuoti circostanti, le proporzioni, tutto fa la sua parte.»
Henri MatisseNotes d’un peintre, 1908

“Un ottimista mi esorta ad aprire gli occhi e a vedere quanto il mondo è bello con le sue montagne, le piante, l’aria, gli animali. E’ vero, queste cose sono belle da vedere. Ma essere è qualcosa di completamente diverso.”
Arthur Schopenhauer, “Taccuino italiano”

“Non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi.”
Antoine de Saint-Exupéry

«Non si avrà mai il dentro di una tazza senza il suo fuori. Il dentro e il fuori vanno insieme. Sono tutt’uno.»
Alan Watts

«Il punto di vista merita otto punti di quoziente intellettivo.»
Alan Kay

“Chi vuole vedere deve farsi invisibile.”
Thorkild Hansen,Arabia felix”

“Se vuole capire la realtà del nostro paese, ciascuno di noi deve diventare straniero: possedere gli occhi di Dumas o di James in Italia; passeggiare tra noi come un abitante di un altro mondo, sfoggiando a tratti le nostre piccole ali angeliche bianche e fruscianti. Soprattutto dobbiamo guardare da straniero: con un occhio che non vede mai le cose di fronte; ma guarda da lontano, di lato, di scorcio, interroga, domanda, alza superfici, cerca e trova dappertutto enigmi e cunicoli. Provate a cambiare sguardo e tutto sarà diverso.”
Pietro Citati

Graham Collier, docente di belle arti, scrive che il sistema prospettico rinascimentale nella fase iniziale del suo sviluppo venne applicato con creatività e immaginazione per offrire nella pittura quella che doveva essere una emozionante impressione di spazio.
«Ma, pur nella sua efficacia, la prospettiva finisce per impoverire la visione naturale dell’artista, una volta che viene accettata come sistema, come formula meccanica.»
Graham CollierForm, Space, and Vision, 1963

“Anche da una finestretta piccola si può vedere il mondo.”
Monaldo Leopardi

“Non so cosa si possa dire di un giorno in cui si sono visti quattro tramonti bellissimi.”
John Glenn

«Se nei vostri disegni trascurate abitualmente le proporzioni, vi abituerete a una visione distorta e finirete con il perdere la capacità critica. Una persona che vive nello squallore, alla fine ci si abitua.»
Robert Henri – The Art Spirit, 1925

«Le persone hanno molte illusioni che le bloccano nell’agire nel proprio migliore interesse come specie e come individui. Nell’affrontare i problemi attuali della vita dobbiamo anzitutto essere in grado di vedere le realtà della nostra vita.»
Jonas SalkThe Anatomy of Reality, 1983

“L’essenza della fotografia non è il rappresentare, ma il rimermorare.”
Roland Barthes, “Frammenti di un discorso amoroso”

“L’Africa è un continente troppo grande per poterlo descrivere. E’ un oceano, un pianeta a sé stante, un cosmo vario e ricchissimo. E’ solo per semplificare e per pura comodità che lo chiamiamo Africa. A parte la sua denominazione geografica, in realtà l’Africa non esiste.”
Ryszard Kapuscinski, “Ebano”

“Meglio cento volte la tenda del beduino; meglio il dorso del cavallo; meglio la continua lotta e la sublime incertezza dell’indomani. Queste pareti mi affogano: al deserto, al deserto!
Io voglio morire in Africa, libero come la natura.”
Orazio Antinori

«Quando disegno un volto, un volto qualsiasi, è come se cadessero l’uno dopo l’altro tutti i diaframmi, tutte le maschere… finché non resta che l’ultima maschera che non può essere rimossa né alterata. E quando ho terminato il ritratto so molte cose di quel viso, poichè nessun viso può rimanere a lungo nascosto. Ma, sebbene nulla sfugga all’occhio, tutto viene perdonato a priori. L’occhio non giudica, non fa apprezzamenti morali, non critica: accoglie le maschere con gratitudine, come accetta che i lunghi fusti di bambù siano lunghi e la verga d’oro sia d’oro.»
Frederick Franck – The Zen of Seeing, 1973

“I francesi chiamano il primo incontro con il deserto “le bapteme de la solitude”. E’ una sensazione unica, che non ha nulla a che fare con la malinconia, perché la malinconia presuppone la memoria, mentre in questo paesaggio completamente minerale, rischiarato dalle stelle come dai fuochi artificiali fissi, persino la memoria scompare e non resta altro che il vostro battito del cuore e il vostro respiro a tenervi compagnia.”
Paul Bowles, “Le loro teste sono verdi, le loro mani sono azzurre”

“Improvvisamente mi colse il sospetto che ognuno di loro stesse nascondendomi qualche suo segreto: un’intuizione nettissima, perfetta. Questa, in effetti, è la tipica ossessione che uno straniero avverte in Cina. In ogni momento, dietro qualsiasi angolo di strada, prende forma e comincia a perseguitarti la domanda “Chi sono mai costoro?” Com’è possibile che siano stati indotti a comportarsi in certi modi? Come hanno potuto fare quello che hanno fatto? Saranno mai in grado di cambiare? Loro, un popolo così poetico e raffinato, così delicato nell’arte della pittura, ma anche così privo di pietà. Un miliardo di incompresi.”
Colin Thubron, “Oltre la muraglia”

«Uno dei momenti di maggiore appagamento nella vita è quella frazione di secondo in cui ciò che è noto assume d’un tratto il sapore sorprendente del profondamente nuovo… Queste scoperte sono troppo infrequenti, addirittura rare: per la maggior parte del tempo rimaniamo impigliati nel banale, nell’insignificante. Ma ecco la grande sorpresa: proprio ciò che sembra banale e insignificante costituisce la materia di cui è fatta quella scoperta. La vera differenza sta nel nostro atteggiamento, nella nostra disponibilità a mettere insieme i pezzi in un modo totalmente nuovo e a vedere un disegno dove un attimo primanon vedevamo che ombre.»
Edward B. Lindaman Thinking in Future Tense, 1978

“Vi sono cento porte per entrare in India, ma nemmeno una per uscirne.”
Ferdinand de Lanoye

“Mentre viaggiavamo, ebbi la sensazione di lasciarmi alle spalle il XX secolo. Dapprima scomparvero i pali della luce elettrica. Poi non si videro più né camion né auto; persino le carcasse arrugginite erano sparite. Nei villaggi, i pozzi cominciavano a sostituire lussi moderni come le pompe azionate a mano. Superammo una carovana di pony e quattro uomini che portavano un baldacchino. Gli uomini ci fecero segno di fermarci e ci misero in guardia dai predoni. Ci consigliarono di non farci trovare per strada dopo il tramonto.”
William Dairymple, “in India”

«L’obbiettivo che sta alla base di ogni autentica opera d’arte è il ‘raggiungimento di uno stato d’essere’, uno stato di alto funzionamento, un momento d’esistenza più che ordinario… Facciamo le nostre scoperte quando siamo in quello stato, perché allora la nostra visione è chiara.»
Robert Henri The Art Spirit, 1923

“La nave arriva a Colombo poco prima della mezzanotte. Ma già alcune ore prima senti avvicinarsi l’isola, quando ti viene incontro dalla riva un vento caldo e profumato, una brezza cauta degli aromi degli steli traboccanti di linfa, di fiori sconosciuti, di tutte le meraviglie vegetali delle quali indovini il rigoglio nell’oscurità della costa. Qui, in prossimità dell’isola di smeraldo, il mare scintilla stranamente, il cielo pare abbassarsi e le stelle brillano più vivide in quest’aria intossicata di profumi forti e conturbanti. Si conosce Ceylon ancora prima di scorgere le luci del porto.”
Mircea Eliade, “India”

Helen Keller, una donna cieca e sorda, scrive, a proposito del colore:
«Capisco come lo scarlatto sia differente dal cremisi perché so che il profumo di un’arancia non è lo stesso del pompelmo… Senza il colore o il suo equivalente, la vita per me sarebbe scura, sterile, un nero immenso… Quindi, penso alle cose in relazione ai loro colori e ai loro suoni. L’abitudine fa la sua parte. Il senso dell’anima fa la sua. Il cervello, con la sua struttura basata sui cinque sensi, reclama il proprio diritto e fa il resto. L’unità del mondo esige il colore come sua parte integrante, che io ne abbia esperienza o no. Piuttosto che essere esclusa, partecipo, ne discuto, felice della felicità di chi mi sta accanto e contempla le sfumature meravigliose di un tramonto o dell’arcobaleno.»
Helen Keller The World I Live In, 1908

“Caro Rapote, sono accadute talmente tante cose là dove i nostri sentieri si incrociarono per la prima volta, che mi è difficile non pensare a quel tempo che passammo insieme in quei luoghi e all’epoca che racchiude quei giorni, ora simili a un’isola sommersa dal mare. Forse accade così a ogni viaggio, quando ci si volge indietro a ripensarlo. Ma se le comodità e la distanza conferiscono a questi ricordi il sapore di un sogno trasportato dalla marea, l’inquietudine interiore rimane presente e viva. Una volta che si resta intrappolati, lo sai bene, non ci si libera più del tutto: una parte del proprio cuore sarà per sempre intrecciata con l’intimo ordito di quei luoghi.”
Jason Elliot, “Una luce inattesa. Viaggio in Afghanistan”

«Nella mia esperienza, la visione dell’azzurro vivo è sempre stata accompagnata da un’emozione di vago piacere. E in un’esperienza di viaggio, questa sensazione sfociò nell’estasi. Accadde quando mi trovai di fronte all’azzurro più sublime che si possa immaginare, la magnificenza della Corrente del Golfo; uno splendore magico che fece vacillare i miei sensi, un azzurro fiammante che somigliava a milioni di cieli estivi condensati in un colore puro e fluido.»
Lafcadio HearnExotics and Retrospetives, 1968

«Il mondo l’hai tutto dentro di te, e se sai guardare e imparare, alora la porta è là e la chiave è nelle tue mani. Nessuno al mondo può darti la chiave né la porta da aprire: soltanto tu puoi.»
J. Krishnamurti You Are The World

“I boschi sono incantevoli, bui e profondi.
Ma ho promesse da mantenere,
E miglia ancora da percorrere prima di dormire
E miglia ancora da percorrere prima di dormire.”
Robert Frost, “Fermandosi accanto ai boschi in una sera nevosa”

«La vita dello Zen comincia con il dischiudersi del ‘satori’. Il ‘satori’ può essere definito come un intuitivo guardare in profondità, il contrario della comprensione intellettiva e logica. Qualsiasi definizione se ne dia, ‘satori’ significa il dischiudersi di un mondo nuovo, mai percepito prima.»
D.T. SuzukiThe Gospel According to Zen

“Parti di primo mattino, all’inizio del giorno: raggiungerai colui che insegui, sfuggirai a colui che ti perseguita.”
Proverbio tuareg

«A mio parere, non è disprezzabile se, dopo aver guardato fissamente una macchia su un muro, il carbone nel focolare, le nuvole, i corsi d’acqua, ci si ricorda del loro aspetto; se li osservate con attenzione, farete qualche scoperta meravigliosa. Proprio da questo trae vantaggio il genio del pittore, per comporre battaglie di uomini e di animali, di paesaggi o di mostri, di demoni o di altre creature fantastiche.»
Leonardo da Vinci

“La testa è amica del piede. Ed entrambi di lune e di maree.”
Anonimo inglese (XII secolo)

“La terra ricorda.”
Detto sciamanico peruviano

«Abbiate occhi dolci e modi gentili.»
William Reed pittura Shodo

“Un viaggiatore senza conoscenze è come un uccello senza ali.”
Proverbio persiano

[…] «Parecchi pittori, secondo me, si mettevano in una trappola: sceglievano degli aspetti limitati della pittura e in quelli si specializzavano. Ed è una trappola. Certo, una trappola non è di per sé un male, se si ha il coraggio di uscirne; ma ci vuole molto coraggio.»
David Hockney

“Non giudicare una giornata finché non è sera, non giudicare il ghiaccio finché non l’hai attraversato.”
Proverbio norvegese

1 Maggio, Il Giorno dell’Intuito Ironico

Se portate delle scarpe comode, dimenticherete di avere i piedi.

25 Gennaio, Il Giorno del Destino

E’ vero che il destino getta lunghe ombre, ma fai in modo che la tua luce possa sempre risplendere

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