Centimetri persi davanti all’orizzonte di sé

La più alta forma di intelligenza umana è la capacità di osservare senza giudicare.

Centimetri davanti all’orizzonte

There is a person, standing still in a spot, a round spot, opened to every possibility, looking all around himself. Around him there are memories, bits of people, pieces of wood and strings to bind the memory. There are words, laying on the ground, letters as big as trunks, shrubs of vowels forming bushes. All around him there is all the space he left behind, everything he went through. If he moves his feet and looks ahead, he sees one thing: the sharp line of the horizon. Though trying, he cannot see its end. So he turns once again to look at the fragments, to look at the bits on the ground, still, trying to carve his soul again with the enormous letters, with those pieces of wood, that are rough, wet, dry smooth memories. With the corner of his eyes he looks for the horizontal limit of the world, in front of him, He stands still and doesn’t make a move forwards or backwards. He embraces the limit of the place where he is. Imperfect, he hans between every place and no place. He carries a soaked melancholy on him, simple and deep in some way: wonderful. And he realizes he is moving.

C’è una persona che sta ferma in un punto, un punto rotondo, che si apre a tutto il possibile, che guarda tutto quanto attorno.
Attorno ci sono sparsi ricordi, ci sono sparsi assaggi di persone, pezzetti di legno e spago a legare la memoria.
Ci sono parole distese a terra, lettere grandi come tronchi, arbusti di vocali a formare cespugli.
Attorno c’è tutto lo spazio lasciato indietro, quel che ha percorso.
Se ruota i piedi e guarda avanti c’è una cosa che osserva: la linea pungente dell’orizzonte.
Benché si sforzi, non riesce a vederne la fine.
E allora si volta, a riguardare i cocci, a riguardare gli assaggi a terra, immobile, a cercare di nuovo di scolpirsi l’anima con quelle lettere enormi, con quei pezzi di legno che sono ricordi ruvidi, bagnati, secchi, levigati.
Con la coda dell’occhio cerca il finale orizzontale del mondo, davanti a sé.
Rimane fermo e non fa un passo, né avanti né indietro.
Abbraccia il limite del posto in cui si trova.
Imperfetto, rimane in bilico tra tutti i posti e nessun posto.
Addosso porta madida malinconia, semplice, profonda. A suo modo: bellissima.
E capisce che si sta muovendo.

Perde pezzi di sé

A mand and a woman meet each other in a dream. They don’t know each other and cannot touch, because an enormous empty space divides them. They try to speak, but they are mute. Every night they dream each other, and every day they wait for the night to see if they can communicate. One day they try to stop speaking when they are awake, to have words in their dreams. They start a game of theft, stealing themselves the same words they will use in their dream. But they speak two different languages and cannot understand each other. But, the words that they say, thoufh impossible to understand, become small threads, strings intertwining and connecting them in a thin but incredibly strong bond. Everyday they keep silent. and every night they speak without understanding each other, because they know that one day that bond will be strong enough to fill the empty space that divides them. And they will be able to hug each other, mute and happy, in an embrace that will five a meaning to all the words they said.

Un uomo e una donna si incontrano in un sogno.
Non si conoscono, non possono toccarsi perché sono separati da un vuoto enorme.
Cercano di parlare, ma scoprono di essere muti.
Ogni notte si sognano, e ogni giorno aspettano la notte per provare a comunicare.
Un giorno decidono di smettere di parlare da svegli, per avere parole nei sogni.
Iniziano così un gioco di sottrazioni, in cui rubano a sé stessi le parole che pronunceranno nel sogno.
Ma parlano due lingue diverse, e non si possono capire. Eppure le parole che ognuno pronuncia, incomprensibili all’altro, diventano fili sottili, lacci che si intrecciano e li stringono l’uno all’altra in un legame sottile ma incredibilmente forte.
Ogni giorno restano in silenzio, e ogni notte continuano a parlarsi senza capirsi, perché sanno che un giorno quel legame sarà talmente forte da colmare il vuoto che li separa, e potranno stringersi, muti e felici, in un abbraccio in cui tutte le parole che si sono detti avranno finalmente un significato.

L’oceano delle onde che restano onde per sempre

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3 thoughts on “Centimetri persi davanti all’orizzonte di sé

  1. “Abbraccia il limite del posto in cui si trova.
    Imperfetto, rimane in bilico tra tutti i posti e nessun posto.
    Addosso porta madida malinconia, semplice, profonda. A suo modo: bellissima.
    E capisce che si sta muovendo.” Dobbiamo accettare di essere dove siamo e come siamo per poter andare avanti, per progredire? Sì, penso di sì, in ogni caso, che io abbia compreso o meno quel che volevi dire, l’hai detto in un modo bellissimo.

    Il secondo, il racconto dell’uomo e della donna che non riescono a comunicare nè di giorno nè di notte, ma che nel sogno, pur parlando lingue diverse si uniscono in un legame sempre più forte, l’ho trovato splendido <3

    E mi è venuta in mente questa: https://www.youtube.com/watch?v=Oextk-If8HQ

    Ho camminato attraverso una terra vuota
    Conoscevo la strada come il palmo della mia mano
    Sentivo la terra sotto i piedi
    […]
    Mi sono imbattuto in un albero caduto
    Sentivo i suoi rami che mi guardavano
    E’ questo il posto in cui ci amavamo?
    E’ QUESTO IL POSTO CHE STAVO SOGNANDO?
    […]
    E SE HAI UN MINUTO, PERCHÈ NON ANDIAMO
    A PARLARE DA QUALCHE PARTE CHE CONOSCIAMO SOLO NOI?
    Questa potrebbe essere la fine di tutto
    Perciò perché non andiamo
    Da qualche parte che conosciamo solo noi?

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  2. Non so nulla di te, o ben poco da dire di sapere qualcosa di te, eppure hai la capacità di farmi venire i brividi e al contempo di commuovermi.
    Mi sento così fragile, così forte…
    Ho sempre pensato che le persone non si aspettano.
    Alle persone si va incontro.
    Non mi chiedo nemmeno perché, ma mi fido, di te.
    Forse per quei segni, forse per quei sogni.
    Gli incontri di persona son troppo belli per limitarsi ad un rapporto virtuale.
    Quindi sì, andiamo verso il fine di tutto : )

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